L’art 60 del c.d. ddl sicurezza, che introduceva disposizioni relative al filtraggio dei siti con contenuti che incitano ad attività illecite, è stato abrogato attraverso l’approvazione a notte fonda da parte delle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, dell’emendamento 60.1 a firma degli Onorevoli Roberto Cassinelli (PDL, membro dell’Intergruppo 2.0) e Barbara Mannucci (PDL):
Sopprimerlo.
*60. 1. Cassinelli, Mannucci.
Leggi il commento dell’On. Cassinelli per ulteriori informazioni sull’articolo e la sua abrogazione.
30 Aprile 2009 alle 10:30 |
Da un elettore del PD, complimenti vivissimi
13 Maggio 2009 alle 12:52 |
Con ogni probabilità non è un’abrogazione attendibile.
Stanno già al lavoro per riproporre la censura sotto altra forma.
30 Aprile 2009 alle 12:59 |
Bene per aver abrogato l’emendamento D’Alia.
Ma ora come siete messi con la Carlucci? Quella che quando non sta ad augurare ai figli di qualcun’altro di essere adescati da un pedofilo (su facebook poi a scuola per la precisione) vorrebbe cancellare l’anonimato in rete con la scusa appunto di proteggere i bambini dai pedofili. Ma alla fine si è scoprto che il testo era stato scritto dal presidente dell’Univideo (unione italiana editoria audiovisiva) Davide Rossi, quindi con ben altri interessi rispetto al problema della pedofilia.
Quindi che intenzioni avete sia nei confronti della Carlucci, data la sua uscita infelice sarebbe il caso che si dimettesse e si facesse ricoverare da qualche parte, e della sua proposta?
Spero verrà abrogata anche quella…
P.S.: http://www.youtube.com/watch?v=Xv5bh4fbDkU
30 Aprile 2009 alle 14:06 |
Complimenti! finalmente qualcuno nel parlamento che sappia che cos’è internet e si interessi a queste cose. Da giovane (23 anni) e quasi ingegnere informatico sono finalmente contento che ci sia qualcuno in parlamento che non pensi che i pc siano mostri e che “il popolo della rete” sia una banda di criminali e non persone che tutti i giorni vivono e lavorano in Italia.
Grazie
30 Aprile 2009 alle 23:32 |
Ottimo lavoro!
Ecco cosa risposi a proposito dell’emendamento D’Alia ad un giornalista di una rivista canadese (io sono il blogger che per primo ho dato la notizia della presenza su Facebook dei gruppi innegganti ai boss mafiosi).
A tal proposito, intervistato dalla rivista canadese Maisonneuve qualche settimana fa (qui il post), risposi così alla domanda del giornalista in merito al mio pensiero sulla proposta del senatore Gianpiero D’Alia dell’Unione di Centro:
“Il senatore D’Alia ha subito compreso il grave fenomeno di distorsione della storia e dell’attualità in atto (su Facebook non ci sono solo gruppi inneggianti ai mafiosi, ma anche quelli dedicati alle Brigate Rosse, agli stupri di gruppo, agli autori della strage di Erba, ecc.); tuttavia, a mio avviso, non bisogna “colpire” il quaderno, bensì la penna e solo quella. Ovvero, il problema non è Facebook (o gli altri social network o strumenti di espressione libera sulla rete), bensì la superficialità della conoscenza storica e dell’approfondimento relativo dei giovani di oggi, soprattutto gli adolescenti. Non è l’oscuramento del sito la risposta, bensì bisogna entrare nelle scuole e cominciare ad insegnare la storia recente con realismo e immediatezza, magari a scapito di qualche nozione in meno sulla preistoria o su qualche battaglia delle guerre puniche. Ovvero, la politica dovrebbe impegnarsi ad esortare l’avvio di una battaglia culturale, soprattutto nelle zone a rischio, dov’è alto il concentramento della criminalità organizzata. Perché la mafia, la camorra, ecc. non si combattono solo nelle aule dei tribunali, ma anche nelle teste di chi dovrebbe assolutamente considerarle come erbacce da estirpare, e non come distributori di ciò che lo Stato fa mancare. D’accordo su D’Alia, dunque, sulla proposizione pubblica del tema che è scaturito dalla vicenda; ma contrario sulla scelta della sua metodologia di risposta.
Se dovesse passare la sua legge, sarebbe un guaio, perché implicitamente s’instaurerebbe un rigido regime di controllo. Io credo che nel web sia in atto una rivoluzione copernicana della comunicazione; i blog, ad esempio, sono vere e proprie individuazioni concrete della libertà di manifestazione del pensiero: ognuno può essere blogger e pubblicare la propria opinione su un dato evento. Se dovesse essere costituita in Italia la facoltà di oscurare un sito, facendo di tutta l’erba un fascio, si correrebbe il rischio di porre un veto a questa libertà. La stoltezza della minoranza non può essere motivo d’imbavagliamento conseguente della libertà della maggioranza”.
Dunque, ancora complimenti vivissimi!
1 Maggio 2009 alle 10:13 |
Complimenti per l’abrogazione tempestiva di quell’obbrobrio dell’emendamento D’Alia!
Da parte di un elettore non troppo di solito favorevole al PDL, un sentito GRAZIE di cuore.
Penso che ce ne ricorderemo alle prossime elezioni, non dimenticheremo Cassinelli e Mannucci…
5 Maggio 2009 alle 09:52 |
[...] Paese legale (il Potere e la sua idiosincrasia per le nuove tecnologie di comunicazione). Il gruppo segnala di aver inciso notevolmente – attraverso l’azione di alcuni suoi membri - nell’affossare il [...]
17 Maggio 2009 alle 19:05 |
Grazie per una battaglia di civiltà, libertà e democrazia portata a buon fine!
Un in bocca al lupo per quanto potrete fare a garanzia della pluralità di informazione di tutti gli uomini di domani!
17 Maggio 2009 alle 21:30 |
vorrei richiamare la vostra attenzione qui:
http://current.com/items/90053831_democrazia-lattacco-finale.htm
bhè? che è successo?
18 Maggio 2009 alle 10:08 |
Buongiorno Marty, la notizia è sbagliata, o meglio datata: il c.d. “emendamento D’Alia” è stato approvato dal Senato a febbraio 2009, diventando l’art. 60 nel testo (AC 2180) approdato alla Camera. L’Art. 60 è stato poi abrogato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera lo scorso 28 aprile, senza essere nuovamente introdotto nel testo approvato dall’Aula Camera lo scorso giovedì. Il ddl sicurezza torna ora al Senato per una seconda lettura (AS 733-B). Vi terremo naturalmente aggiornati sull’esito di questo esame!
23 Maggio 2009 alle 21:24 |
Mi scuso per il ritardo nella risposta
Grazie delle info
1 Luglio 2009 alle 23:27 |
assurdi che si tratti ancora di proporre la censura