Nasce l’Intergruppo Parlamentare 2.0

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 Al via da oggi l’Intergruppo Parlamentare 2.0, al quale hanno aderito deputati e senatori di maggioranza e di opposizione.

Vogliamo discutere con te di Internet e dei suoi strumenti, per capire come sfruttarne al massimo le opportunità e definire insieme nuove regole per il Web. 

Vuoi saperne di più? Consulta la sezione “Chi siamo”

Cliccando su “Internet e Parlamento” trovi i link alle principali iniziative parlamentari in materia di Internet.

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 … ti aspettiamo!

27 Risposte to “Nasce l’Intergruppo Parlamentare 2.0”

  1. Massimo micucci Says:

    Ci tenevo ad essere il primo commento per farvi gli auguri

  2. Michele Polico Says:

    speriamo ben!

  3. Roberta Milano Says:

    osserverò con attenzione, buon lavoro

  4. Martino Says:

    Io nel frattempo seguo un po’ il canale twitter😉 hai visto mai…

  5. Mitì Says:

    Buona navigazione allora, e vento in poppa!

  6. Walter Giannò Says:

    In Bocca al lupo!

    http://www.waltergianno.it

  7. luigi Says:

    finalmente, ottima iniziativa, fate svegliare i baroni, AUGURI

  8. paolo del bene Says:

    potremmo parlare di web 2.0, IPv4, IPv6, Software Libero, linguaggi di programmazione, sistemi operativi, quando tutti i politici di tutti gli schieramenti inizieranno a comprarsi i libri, a studiare, a confrontarsi con gli hackers che sviluppano software.

    non siamo dell’idea di dare alcun aiuto a livello parlamentare, perchè fino ad oggi siamo stati ignorati e le promesse fatte anche dai vari schieramenti politici, non hanno prodotto alcun risultato.

    inoltre come hackers, il 23 u.s. presso la Sala delle Colonne c/o Camera dei Deputati, avete fatto il vostro ping pong fra PD-PDL-UDC, dando poco spazio se non quasi nullo a chi aveva da dire cose serie a proposito del w3c.

    state facendo tutto ciò per aggiudicarvi le elezioni europee, e la cosa che mi fa più schifo è che lo stanno facendo nuovamente tutti i partiti.

    dunque potrete isitituire quanti commissioni vi pare, ma non siete all’altezza di capire di cosa si stia parlando realmente.

    inutile che vi affidate ai consulenti, perchè dal risultato prodotto, sembra proprio che stiate andando in contro tendenza.

    comunque continuate pure così e vedrete che in meno di 2 anni non sarà possibile avere nemmeno un collegamento ad internet e non sto a spiegarvi i motivi tecnici, se volete andate a documentarvi.

    noi gli hackers, in anni di studi sia come diplomati/laureati o senza alcun titolo di studio, abbiamo prodotto qualcosa di costruttivo.

    poi ci sono anche differenti milioni di italiani che hanno un computer e non sanno da dove iniziare.

    la cosa peggiore è che se l’analfabetismo informatico fosse solo degli italiani, si costringerebbero le persone ad alfabetizzarsi, ma la cosa peggiore è che chi legifera non ci capisce nulla di sistemi operativi e reti.

    come potete legiferare su qualcosa che non conoscete ? avete chiesto il parere agli italiani ? pensate che il Vostro diktat sia qualcosa che dobbiamo prendere come oro colato ?

    avete mai pensato che sappiamo ragionare con i nostri cervelli ?

    pensate forse che quello che state facendo, lo state fcendo per noi ? per il nostro bene ? ci avete forse interpellato ?

    non siamo cittadini italiani che pagano le tasse ? siamo degni o no di esser presi in considerazione o dovremo arrivare alle maniere drastiche,
    interompendo la fornitura dei servizi che magari transitano sui nostri severs ?

    spero che prima di fare delle valutazioni, questa volta ci penserete su ben 2 volte, per non trovarvi con dei servizi non più erogati.

    • Rossano A. Lombardo Says:

      Credo che quel che dice Paolo Del Bene sia proprio corretto! Abbiamo un paese che è gestito da persone che non hanno competenze tecniche riguardanti il loro stesso Ministero, figuriamoci legiferare su temi tecnici come rete, software e diritti di accesso alla rete, Diritto di espressione, Diritto di comunicazione, etc. Sarebbe bene che chi legifera fosse un competente o affiancato da un tecnico competente. Ma ormai siamo abituati a vedere Ministri di … Istruzione che non hanno mai insegnato, Salute che non sono medici e forse non sono neppure mai stati malati, fortuna loro e disgrazia nostra. Il fatto che chi prima era all’Istruzione poi passa al Tesoro e alla sanità la dice tutta sul meccanismo di potere ripartito tra i soliti personaggi riciclati che gestiscono (?) il Paese. Questo Sito credo che sia un ottimo punto d’incontro per dibattere costruttivamente con coloro che si fanno nostri portavoce. L’On Cassinelli ha dimostrato di voler essere dalla parte della base volendo redigere con essa la proposta di legge per eliminare il divieto alla libertà di espressione dei blogger. Questo Sito potrebbe essere appunto la bacheca di chi, come Paolo Del Bene, è competente in un ambito così tecnico, per suggerire, direi quasi ispirare, nuove normative riguardanti la rete. Quel che suggerisco è quello di cercare di eliminare i reciproci pregiudizi ed argomentare le proprie proposte. Personalmente sarei davvero curioso di conoscere le proposte degli hacker in ambito legislativo.
      Provocazione—
      Se gli hacker hanno proposte corrette e funzionali all’ordine del bene del paese si propongano. Nel caso di un mancato ascolto potrebbero benissimo creare un “gruppo” o partito che non credo passerebbe inosservato e senza alcuna adesione, anzi.
      Personalmente aderirei senza alcun dubbio perchè avrei la certezza di starmi affidando a persone competenti, più di quanto non lo siano certi attuali ministri.

  9. paolo del bene Says:

    dite tanto che è vietato il routing anonimo oppure scrivere su un forum senza dare i nostri dati sensibili, ma scusate, ma quando avete votato la legge D’Alia perchè non avete votato col voto elettronico ? perchè avete votato con il voto segreto ?

    come possiamo sapere quante persone erano d’accordo e quante contrarie ? come facciamo a sapere se è passata legalmente oppure no ?

    voi volete costringere noi a fornire i nostri dati, ma voi legiferate senza usare il voto elettronico, bel metodo democratico, povera ITALIA e noi dovremmo continuare a sopportare tali comportamenti ?

    No grazie, comunque credo che in prossimo futuro sentirete parlare molto di me, perchè metterò a ferro e fuoco il web e vi costringerò a studiare, affinchè capiate come funzionano le cose, fors dopo tanta teoria e tanta pratica, incontri con gli hackers presso le Università Italiane, potrete inizare a capire di cosa state parlando.

    fino ad oggi non siete benchè minimamente autorizzati a ledere la nostra libertà sancita dalla Carta dei Diritti dell’Uomo.

  10. Marco Calvo Says:

    Innanzitutto in bocca al lupo.

    Poi, create un forum, attivate un sistema di sondaggi, un CRM e ogni altro strumento utile ad esempio a creare una gerarchia tra le proposte che vi arriveranno dagli utenti.

    Insomma, attrezzatevi per gestire in modo organizzato i feedback che vi arriveranno sicuramente numerosi.

    Bisogna che ci investiate un po’. Noi siamo tanti e voi pochi. Se non vi attrezzate, le nostre voci si perderanno nel mucchio. E allora addio web 2.0.

    Simpatico il blog, bene. Ora però fate anche il resto!🙂

  11. Matteo Muià Says:

    Sono molto contento di questo, ottima iniziativa, farò pubblicità, ed intanto feed e twitter

  12. nuworldy Says:

    Bravi, ma continuate a esserlo, perché vi teniamo d’occhio.
    In un Paese alla deriva su molte cose, credo che internet sia l’ultimo baluardo dell’informazione: va difesa a tutti i costi la sua totale libertà. (E, ad esempio, senza che si cada in modo ridicolo sul diritto alla privacy…)
    Seguire questo blog – altro “bravi!” per esservi esposti così – mi sembra il minimo. Anzi, comincerò a proporre una cosa semplice, a tutti i miei contatti su internet (e non): eliminare un blog tra quelli che si segue, il meno interessante, e aggiungere questo. Se non ci preoccupiamo noi “naviganti” di seguire questo blog , veterani o meno dell’era di internet, mi domando chi altri lo farebbe…

    In ogni caso mi piace che sia un gruppo trasversale, senza colore politico: così dovrebbero andare le cose, con persone che si uniscono grazie al comune, vitale buonsenso.

  13. veronalaica Says:

    Steremo a vedere l’accessibilità del sito e soprattutto delle persone che lo animano.
    E’ nell’azione e nei fatti che si verificano le intenzioni.

  14. Vincenzo Says:

    Spero che sia un’iniziativa che porti a dei risultati concreti per il benessere della rete.

    Un tema di wordpress più carino?

  15. Martino Says:

    Alcuni consigli estemporanei:
    – cambiate tema per il blog. Ok, vi leggo via feed quindi il tema per me non è importante. Ma la maggioranza degli utenti vede il sito prima. E il tema è importante.
    – modificate la pagina https://camere2punto0.wordpress.com/cose-il-web-20/… ci sono delle castronate belle grosse… perché non aprire i commenti e proporre agli utenti di scrivere/revisionare? Questo è 2.0…🙂
    – cambiate avatar per il canale twitter… scommetto che ci sono molti web designer disposti a fare un semplice logo originale per niente

  16. Deputati e Senatori sul Blog dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 « Il blog di Danilo Pontone Says:

    […] progetto hanno aderito deputati e senatori della maggioranza e dell’opposizione e nel primo post inaugurale del blog, si può leggere: <<Vogliamo discutere con te di Internet e dei suoi […]

  17. marco pierani Says:

    Vorrei attirare l’attenzione dell’Intergruppo sui risutati di questa nostra inchiesta sulla SIAE:
    http://www.altroconsumo.it/accesso-ai-contenuti/20090501/quanto-costa-la-siae-Attach_s240693.pdf

    abbiamo sintetizzato i dati più rilevanti in questo breve video:

    http://www.altroconsumo.it/inchiesta-siae-guarda-il-video-s241953.htm

    Rimango a vostra disposizione per ogni ulteriore informazione e ci piacerebbe veramente sapere cosa ne pensate e se intendete intraprendere iniziative parlamentari in materia.

    Con i migliori saluti,
    marco pierani
    Responsabile Relazioni Istituzionali Altroconsumo

  18. veronalaica Says:

    Dalla politica-spettacolo alla demagogia elettronica il passo è breve, anzi brevissimo, vediamo di non ricaderci.
    Dignità e rispetto per ogni interlocutore.

  19. otello carrieri Says:

    Interessante l’iniziativa, interessanti i commenti e stimolanti le considerazioni che si riscontrano anche nei commenti più crudeli.
    Insieme si combatte però, ed insieme si vince. Combattere per una causa on line quindi non significa relegare i protagonisti del web a semplici commentatori di un post ma significa pensare ad elevare il grado di interazione, adottare una politica dei ruoli e delle attività e dei servizi proprio come quella dei più moderni social network.

    A questo proposito quindi, vorrei apportare un piccolo contributo relativamete alla scelta proprio della soluzione web 2.0 open source adeguata a questa iniziativa.

    Non credo che nell’era del web 2.0 delle webcommunity la scelta di una piattaforma – come wordpress che ha notevoli vantaggi ma – “Nata come gestore di blog, che oggi può considerarsi un CMS” – sia quella ideale.
    Consentitemi di pensare che, a questo punto, la scelta è stata forse un pò troppo affrettata.

    Quindi la mia proposta, a questo punto, è proprio quella di fare un sondaggio sulla scelta della piattaforma di social network da utilizzare per la vostra / nostra / iniziativa ed io sarò pronto a consigliare, uno fra diversi della categoria: http://www.ning.com come mi sento di citare per avvalorare la mia tesi:
    http://versoilcentro.ning.com
    http://adiconsumbasilicata.ning.com
    ma sicuramente i più blasonati http://www.innovatori.it dell’amico Massimo Melica ed il popolare http://codiceinternet.ning.com/

    Buon studio e buon lavoro

  20. paolo del bene Says:

    @Marco Calvo,

    per quanto riguarda la tua richiesta, è qualcosa di improponibile, mancano i fondi per farlo, comunque posso solo dirti che non siamo in pochi, ma siamo in molti che ogni anno organizzano tali eventi, e di ogni genere, purtroppo la cultura hacker, l’etica hacker, la cultura underground, in Italia non è mai arrivata, o se è arrivata è qualcosa che conoscono in pochi, come si conoscono poco gli anni della contestazione universitaria degli anni 60 negli USA e nelle altre parti del mondo, che sono finti per sempre con immenso dispiacere😦

    ci vorrebbe ancora un pò di quell’innocenza degli hippies degli anni 60, decisamente più incavolati per non dire altro, determinati a cambiare le cose.

    Purtroppo c’è una scarsa conoscenza dei fatti e quando iniziai ad avvicinarmi all’informatica, ero decisamente un ragazzino, ne più, ne meno, come il newbie di “war games”.

    Posso solo dire che nel 2006 ho iniziato a scrivere documentazione che riguardasse in prima persona Richard Matthew Stallman, per poi poterne
    parlare agli eventi organizzati dall’OpenCamp nel 2007 a La Sapienza “Facoltà di Scienze della Comunicazione” Via Salaria 113 Roma.

    Nel 2007 sono andato anche al Guru@Work dove ho tenuto un intervento riguardo ai rimborsi di windows per i computers portatili.

    Nel 2008 ho avuto modo di parlare del Software Libero alla Città dell’Altra Econonomia (Testaccio) Roma.

    Sempre nel 2008 sono partito prima per la Toscana andando ad esporre argomenti che riguardassero l’epoca dei sistemi operativi, e da chi erano stati sviluppati, presso il GROLUG Grosseto Linux User Group, per poi esporlo a Roma alla Università Polare di Roma (UPTER).

    Solo a Maggio 2009 ho deciso di parlare del Software Libero nella Pubblica Amministrazione e dell’ostruzionismo esercitato dai governi passati ed attuali, argomento esposto al ForumPA Via Portuense 1555.

    Non credo che ne parlerò più pubblicamente, ma preferirò scriverne qualcosa, vedremo come andrà a finire.

    C’è solo da dire che per quanto riguarda l’era dei sistemi operativi, ci sarebbe molto da dire, organizzando una scaletta per almeno 3 anni consecutivi, scendendo fin nei minimi particolari.

    Ciò sarebbe utile, affinchè si possa avere un’idea degli argomenti che si vorrebbero discutere poi in Parlamento, dunque è chiaro che non si può legiferare su qualcosa che no si conosce e nonostante abbia cercato di farmi ascoltare anche presso la Sala delle Colonne ed aver avuto solo 15 minuti a disposizione, non ho certo potuto fare molto.

    Spero solo che in un prrossimo futuro, ci sia più tempo a disposizione, per chi si dedica a tali argomenti.

    Per quanto riguarda gli altri hackers che conosco, tutti si muovono più o meno in ambito delle Telecomunicazioni, dunque non certo dal punto di vista storico, che scusate se è poco, è maggiormente seguito dal sottoscritto, sempre che qualcuno non intenda unirsi e dare un suo contributo lavorativo.

  21. paolo del bene Says:

    altre considerazioni:

    di Paolo Del Bene Roma 11 Aprile 2008

    Oggetto: Programma elettorale Sinistra Arcobaleno

    La sinistra arcobaleno diceva:

    Ieri 10 Aprile 2008 sono andato a Piazza Navona a Roma ad ascoltare Fausto Bertinotti, a parte tante risate, vorrei sapere se il Programma elettorale della Sinistra Arcobaleno verrà rispettato in toto, qualora avesse i voti o se succederà come con il governo Prodi, dove nessun punto è stato rispettato.

    A partire dal punto 88 liberare il web

    Agli informatici che si sono opposti alla brevettabilità dei linguaggi imposta dalla microsoft, hanno sperimentato e prodotto l’uso condiviso e a volte gratuito , a volte attraverso la logica Open source.

    Noi proponiamo di far migrare i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione verso l’Open source, garantendo un risparmio di oltre 3 miliardi di euro l’anno, una piu’ efficiente organizzazione e la rinascita di un’industria informatica nazionale.

    Proponiamo una corsia privilegiata ai comuni per offrire ai cittadini connettività gratutita, attraverso hot spots nelle strade, nelle piazze e nei parchi della città e ai cittadini servizi gratutiti di accesso attraverso il Wi­Max per tutte le applicazioni a banda larga non a pagamento.

    Questo è quanto la Sinistra Arcobaleno si prefigge come scopo, ma sinceramente lo ritengo una bozza programmatica e non una cosa completa da poter essere applicata, per ovvi motivi:

    1)Tutta la classe politica non si è mai presentata a nessun Install Fest, Hack Meeting, corsi di Kernel Hacking, meetings di Tlc sul wi­fi.

    Dunque prima di presentarsi al voto è necessario sapere se i vari personaggi come:

    Alfonso Pecoraro Scanio, Fausto Bertinotti, Fiorello Cortiana, sono disposti prossimamente a presentarsi presso l’ambiente accademico universitario, per vedere da vicino l’organizzazione ed il modo in cui gli Hackers lavorano per avere in futuro una società basata sulla condivisione del sapere, dove ognuno è parte integrante del sistema e tutti si possono aiutare, dove nessun contratto EULA, NDA, vieta: Il poter aiutare il prossimo…. .

    Non si è isolati, si può contribuire a distribuire il codice sorgente di un programma in base ai criteri del Copyleft copia e sinistra, ma anche copia e lascia e non secondo i criteri del Copyright copia e destra, ma anche copia e diritto.

    Per motivi di tempo e di spazio, questi argomenti dovrebbero essere affrontati nelle sedi opportune e non semplicemente su un giornale, venire alle riunioni che si tengono periodicamente in ogni parte di Italia.

    Ad esempio l’estate passata si è tenuto l’Hackmeeting a Pisa, poi ci sono i meetings di GNU/linux a: Roma, Savona, Napoli, Grosseto….. e presso le più prestigiose univeristà italiane, ma mai una volta qualche politico si è reso partecipe di tali eventi.

    L’install Fest è un giorno dedicato al supporto di coloro che non sono riusciti ad installare GNU/linux od altri sistemi operativi come GNU/Darwin, GNU/Hurd, GNU/KFreeBSD, GNU/NetBSD, GNUSTEP, FreeBSD, NetBSD, OpenBSD o non sono riusciti a risolvere qualche problema e qui intervengono persone che con un pò più di pazienza ed esperienza seguono la persona passo dopo passo.

    Un raduno vero e proprio dove ognuno porta il proprio computer portatile o una ultrasparc comprata su ebay o qualche computer usato a casa o in altre realtà e su cui si vuole installare il sistema operativo che si desidera.

    Il bello dei sistemi operativi liberi è che possono essere utilizzati liberamente su qualsiasi tipologia di hardware, senza esser per forza confinati al computer domestico, come invece avviene per winzozz.

    Non si deve attendere nessuna software house che risolva quache problema insito all’interno di un software, lo si può fare da soli se si è all’altezza della situazione, ovvero facendo il bug fixing od attendere che venga reso noto anche da altri e chi è a capo di quel progetto, lo risolverà per noi, ma non per forza deve essere la medesima persona che è a capo del progetto, può essere qualsiasi persona che vuole prestare il proprio contributo.

    Se fosse un software non libero ovvero un software sviluppato da qualche software house si dovrebbe attendere che risolvano il problema e bisognerebbe acquistare nuovamente il software, spendendo soldi per la validità scarsa del prodotto e per la licenza che ha costi d’incidenza del 40%.

    Su una distribuzione di winzozz che costa 199 euro, si andrebbe a pagare in termini di licenza ben 79,60 euro.

    E tutti quanti sappiamo come winzozz oltre ad essere confinato sui pc domestici, è un colabrodo, non si è padroni del sistema operativo che abbiamo acquistato pagando 199 euro, di cui 79,6 euro sono di licenza, ma lo si può solo usare, senza potervi apportare alcuna modifica, o poterlo condividere con qualcuno facendone delle copie o venderlo….. .

    Il Software Libero invece permette di usare il codice sorgente secondo le 4 libertà della GNU General Public License ovvero:

    Libertà 0: la Libertà di usare il programma a tuo piacimento e per qualsiasi scopo leggittimo.

    Libertà 1: la Libertà di aiutare se stessi ovvero la Libertà di studiare il codice sorgente vedere cosa fa esattamente il programma e quindi cambiarlo per fargli fare tutto quello che vuoi.

    Libertà 2: la Libertà di aiutare il tuo vicino ossia la Libertà di distribuire copie per gli altri.

    Libertà 3: la Libertà di aiutare a costruire la tua Comunità ossia la Libertà di pubblicare una versione modificata così che gli altri possano beneficiare delle tue modifiche.

    Tutte queste Libertà sono essenziali, se un programma offre tutte queste Libertà è un Software Libero.

    Il software libero può essere venduto e ciò non limita in nessun modo l’utente, perchè le 4 libertà comunque vengono rispettate, anzi è un modo per finanziare progetti ed aprirne di nuovi, per pagare gli sviluppatori di software, le linee adsl, hdsl…

    Ma la differenza fra il software libero e non libero quando lo si paga è che il software non libero non può garantirti queste 4 libertà, perchè ha un proprietario e dunque solo chi l’ha sviluppato sa cosa fa realmente quel programma, il non poter accedere al codice sorgente è un limite alla libertà d’espressione, ognuno di noi deve sapere, quale compito sta
    svolgendo realmente, non sapere cosa fa realmente è un rischio, i dati di una pubblica amministrazione, di un ufficio, ospedale, scuola, università, centri di ricerca, potrebbero essere spiati, copiati illegalmente, trasferiti senza che non ci si accorga di ciò.

    Dunque un rischio da non correre, il software libero proprio perchè mette a nudo il codice sorgente, non può nascondere alcunchè e dunque è a mio parere è quanto di meglio si possa pretendere, si può insegnare ai ragazzi a programmare, ad utilizzarlo, ed esser parte di una comunità per creare le fondamenta di una società cooperante.

    Quando si paga per avere del software libero o per apportarvi delle modifiche, il costo sarà comunque nettamente inferiore a quanto ci farebbe pagare qualsiasi software house ed il pagare gli sviluppatori per risolvere dei problemi all’interno del codice sorgente, comunque non è un modello improntato a far business come fa RedHat, Novell,
    Microsoft, Adobe, Sun MicroSystems, Apple Cupertino Inc, Macromedia ma pagare un equo contributo per avere del software è giusto, non c’è nulla di male se uno sviluppatore ci guadagni il giusto per viverci, certamente costerà molto meno di uno sviluppatore che lavora presso determinate software houses quotate in borsa.

    Ci sono tanti progetti aperti (per aperti non mi riferisco ad open source) sul web ed ognuno può contribuire liberamente, ma non per forza deve avere una software house per guadagnare, si possono fare delle donazioni.

    La differenza fra fare delle donazioni, pagare per avere un software non libero è un modello di vita che sicuramente si avvicina forse non proprio al comunismo, ma al socialismo.

    Si è comunque liberi di pagare per avere un software libero o il non pagare per poter usare del software libero, ciò dipende da quello che ci dice la coscienza.

    2)Il kernel hacking sono corsi, lezioni, gare dove ognuno mette a disposizione le proprie capacità per ottimizzare il kernel di un sistema operativo e quindi ragionare secondo una logica più vicina a quella dell’hardware per risolvere determinati problemi od ottimizzare il kernel a seconda di un determinato computer.

    E anche qui andrebbero spese almeno 2 pagine per far capir bene di cosa si tratti, rifiuto di farlo perchè sul web alla voce kernel hacking di risultati prodotti ne sono disponibili molti.

    3) Per quanto riguarda il wi­fi bisogna dire che in Italia è fortemente penalizzato e ciò lo si deve a Maurizio Gasparri, Landolfi e Gentiloni che hanno incasinato la materia.

    Hanno applicato criteri restrittivi quali il poter trasmettere entro le mura domestiche col wi­fi, ritengo ciò un affronto all’intelletto, è come dire puoi esternare il tuo libero pensiero solo dentro casa o in uffcio, scusate, ma mi sembra una stronzata… se l’art 21 della Costituzione Italiana ha valore, allora il modo in cui hanno disciplinato i ministri il wi­-fi è incostituzionale, se invece ha valore quanto disciplinato dai ministri allora l’art 21 è incostituzionale.

    Dunque due cose che sono disciplinate in malo modo e vediamo subito il perchè Intanto il wi­-fi nasce negli USA e i 2400 mhz sono destinati dalla FFC (qualcosa di vagamente simile al nostro ministero delle comunicazioni) al wi­-fi ed altre modalità d’emissione e servizi attribuiti.

    In Italia invece i 2400 mhz erano già attribuiti e di servizi ce ne erano sopra, per far cassa il ministero delle comunicazioni ha penalizzato il servizio di stazione di radioamatore.

    In tutto il mondo il piano di ripartizione delle frequenze è suddiviso per regioni: Regione 2, 1, 3

    L’Italia che rientra nel piano di ripartizione delle frequenze a livello Europeo quindi Regione 1, non ha rispettitato l’assegnazione del piano di ripartizione delle frequenze.

    Tanto per fare un esempio:

    il wi­-fi parte da 2412 a 2482 mhz con la seguente canlizzazione:
    CHANNEL 01) 2412 MHZ
    CHANNEL 02) 2417 MHZ
    CHANNEL 03) 2422 MHZ
    CHANNEL 04) 2427 MHZ
    CHANNEL 05) 2432 MHZ
    CHANNEL 06) 2437 MHZ
    CHANNEL 07) 2442 MHZ
    CHANNEL 08) 2447 MHZ
    CHANNEL 09) 2452 MHZ
    CHANNEL 10) 2457 MHZ

    CHANNEL 11) 2462 MHZ
    CHANNEL 12) 2467 MHZ
    CHANNEL 13) 2472 MHZ
    CHANNEL 14) 2477 MHZ
    CHANNEL 15) 2482 MHZ

    Il servizio di stazione di radioamamtore è assegnato in Europa così come in Italia da 2400 a 2440 e da 2440 a 2450 Mhz, ciò significa che il wi­-fi non potrebbe essere utilizzato, perchè sui trasmettitori a 2400 Mhz abbiamo un vco che ci permette di spotarci verso tutto il range che va da 2400 a 2450 mhz, ma per rendere la cosa più semplice da capire, se avessimo una canalizzazione di 5 mhz fra un canale e l’altro si prospetterebbe la seguente situazione:

    CHANNEL 01) 2405.0 MHZ
    CHANNEL 02) 2410.0 MHZ
    CHANNEL 03) 2415.0 MHZ
    CHANNEL 04) 2420.0 MHZ
    CHANNEL 05) 2425.0 MHZ
    CHANNEL 06) 2430.0 MHZ
    CHANNEL 07) 2435.0 MHZ
    CHANNEL 08) 2440.0 MHZ
    CHANNEL 09) 2445.0 MHZ
    CHANNEL 10) 2450.0 MHZ

    E’ ovvio che sia nell’assegnazione wi­fi che in quella radioamatoriale, sono stati omessi i khz esempio 2.5, 5, 10, 12.5, 25, 50, 100 e dunque un sacrificio di tal genere sarebbe una forma di rispetto verso coloro che hanno una frequenza assegnata in tutta Europa, ma il ministero delle comunicazioni non vuol sentir ragioni, bisognerebbe ritirare dal mercato tutti quelli venduti e limitarli, partendo dal canale 11 del wi­fi dunque si potrebbero usare solo da 2462 a 2482 mhz.

    CHANNEL 01) 2462.0 MHZ
    CHANNEL 02) 2467.0 MHZ
    CHANNEL 03) 2472.0 MHZ
    CHANNEL 04) 2477.0 MHZ
    CHANNEL 05) 2482.0 MHZ
    CHANNEL 06) 2483.0 MHZ

    Oppure sbloccando gli apparati wi­fi su tale larghezza di banda si potrebbe coprire da 2460 a 2483 Mhz.

    Praticamente 24 canali contro i 6 assegnati.

    540 MBIT/SEC dato che su ogni canale viaggiano 22.5 MBIT/SEC contro i 22.5 x 6 = 135 MBIT/SEC

    CHANNEL 01) 2460.0 MHZ
    CHANNEL 02) 2461.0 MHZ
    CHANNEL 03) 2462.0 MHZ
    CHANNEL 04) 2463.0 MHZ
    CHANNEL 05) 2464.0 MHZ
    CHANNEL 06) 2465.0 MHZ
    CHANNEL 07) 2466.0 MHZ
    CHANNEL 08) 2467.0 MHZ
    CHANNEL 09) 2468.0 MHZ
    CHANNEL 10) 2469.0 MHZ
    CHANNEL 11) 2470.0 MHZ
    CHANNEL 12) 2471.0 MHZ
    CHANNEL 13) 2472.0 MHZ
    CHANNEL 14) 2473.0 MHZ
    CHANNEL 15) 2474.0 MHZ
    CHANNEL 16) 2475.0 MHZ
    CHANNEL 17) 2476.0 MHZ
    CHANNEL 18) 2477.0 MHZ
    CHANNEL 19) 2478.0 MHZ
    CHANNEL 20) 2479.0 MHZ
    CHANNEL 21) 2480.0 MHZ
    CHANNEL 22) 2481.0 MHZ
    CHANNEL 23) 2482.0 MHZ
    CHANNEL 24) 2483.0 MHZ

    ma significherebbe che sono stati commessi degli errori nell’attribuire le frequenze e nessuno vuol perderci la faccia, è molto più facile scaricare la colpa sugli utenti finali.

    Se chi usa il wi­-fi si trovasse nelle vicinanze di una stazione radioamatoriale, pregiudicherebbe la trasmissione in fonia del radioamatore e qualora il radioamatore fosse stanco di sopportare tale situazione potrebbe fare denuncia ed il ministero delle comunicazioni si dovrebbe attivare per cercare la fonte del disturbo.

    Una volta trovata la fonte del disturbo suonano a casa, entrano e mettono i siggilli e poi tutto l’iter giudiziario.

    Ho avuto anche discussioni con docenti di telecomunicazioni che dicevano data la bassa potenza in uso ovvero 100, 200, 300 millesimi di watt, è molto difficile che si verifichi tale evento all’interno di una città.

    Ritengo che dentro ad una città come Roma, è più facile che si manifestino dei disturbi provenienti da tutti quei dispositivi che emettono un proprio campo elettromagnetico.

    In un paese il campo elettromagnetico comunque non può avere valori impressioanti come in una città , comunque molto dipende dalle abitudini delle persone e dai dispositivi che hanno nelle loro abitazioni.

    La normativa sul wi­fi parla chiaro, e dice che se la potenza di un dispositivo in uso è di 10 millesimi di watt, allora si ha diritto ad applicare un’antenna esterna che abbia un massimo guadagno di 20 db isotropici, ma nonostante la normativa, anche quelli che hanno 300 millesimi di watt applicano antenne esterne e li mettono sul tetto del condominio per creare delle reti wireless.

    Io non ci vedo nulla di male nell’usare delle antenne esterne per fare delle reti wireless, che permettano a chiunque di usare una rete locale per sperimentazione dei protocolli di comunicazione e navigazione su internet.

    Ma la normativa vuole che se si attraversa un’area privata, e si finisca in un fondo pubblico, interconnettendo reti pubbliche e private, si deve chiedere l’autorizzazione al ministero delle comunicazioni.

    Come gia’ esposto ritengo ciò una violazione della libertà d’espressione, più che un articolo di legge mi sembra la applicazione di una direttiva FASCITA che solo Maurizio Gasparri poteva introdurre nel decreto GASPARRI, non a caso Maurizio Gasparri è di Alleanza Nazionale ex partito di dottrina FASCISTA, ed inoltre era nel governo Berlusconi.

    Posso inoltre dire che tali limitazioni sono una violazione della Carta dei Diritti dell’Uomo, una violazione della Costituzione Italiana Art.21 e art 447 del 2001 in ambito di Radiocomunicazioni.

    Silvio Berlusconi è la brutta copia di Benito Mussolini e le leggi fascistissime sul digitale terrestre e trasmissioni le ha fatte Maurizio Gasparri, quando tutto filava liscio per loro, finchè Sabina Guzzanti non ha sollevato con RaiOt il caso del digitale terrestre DVB­T.

    Comunque riprendendo il discorso sul wi­fi almeno dove non c’è alcuna applicazione commerciale, ma di sola sperimentazione e dunque uso no­profit ritengo sia giusto dare la possibilità di creare reti wireless.

    Il bello è che mentre si sta cercando ancora di applicare il wi­max, ora stanno correndo ai ripari col wi­-fi, perchè Maurizio Gasparri diceva che avrebbe avuto poco successo ed un percorso di interconnessione limitato.

    Nel resto del mondo si e’ arrivati a 500 Km di distanza fra un punto e l’altro col wi­-fi, mentre in Italia si parla di 305, 310 Km.

    Ed ora i gestori telefonici cercano di venderlo, ma come si puo’ vendere qualcosa che è libero ?

    E’ libera anche la sperimentazione, dunque non si può vendere, tanto che TIM rinunciò a vendere il wi­-fi perchè lo riteneva poco sicuro.

    Venissero a vedere le realtà dei gruppi che conosco io e come lavorano sul w-i­fi un intero team di sviluppo che collabora con altri personaggi in altre parti del mondo e che hanno fatto del wi­-fi un modo di trasmissione sicuro senza doversi porre problemi di accounts, passwords, logs, mac addresses, ciò che si trasferisce….

    Andrebbero fatte meno leggi restrittive e far esaminare le cose da persone competenti in materia, che nulla hanno a che
    spartire con le multinazionali, che non interagiscano con sistemi operativi tipo winzozz….
    E’ ovvio che se hai winzozz hai bisogno di controllare tutto cio’ che avviene, ma con i sistemi operativi di tipologia UNIX­-like, consolidati da ben 41­, 42 anni, quali problemi vuoi incontrare nelle trasmissioni se sono nati principalmente come sistemi operativi servers ?

    La sicurezza è di casa, winzozz è troppo instabile, insicuro, bucabile….. e troppo giovane.

    E poi come è già successo in Cina è stata scoperta una *.dll ComToolKit.dll che spia ogni cosa si faccia, inoltre ogni volta che si usa windows media player, sanno benissiomo cosa si sta guardando e questa sarebbe la sicurezza ?

    La privacy ?

    Ma per favore, leviamoci di testa winzozz e macozz.

    Per qunto mi riguarda io se dovessi attendere la Sinistra Arcobaleno che faccia applicare il wi­-fi, wi­max, il software libero nella pubblica amministrazione, starei ancora ad aspettare.

    Forse vincerà o non vincerà la sinistra arcobaleno ma non è importante, ai fini lavorativi io uso GNU/linux Debian dal 2002 e in diverse occasioni ho chiesto a persone vicine all’ex ministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, se fosse stato disposto ad aprire l’evento del JavaDay 1 Dicembre 2007 a Via della Vasca Navale presso La Sapienza “Roma3”.

    Non sono mai stato raggiunto da una risposta ne affermativa, ne negativa, ma la cosa più dolente è che non solo non ha aperto l’evento, ma lui che a Primo Piano disse che era a favore del Software Libero, non si è mai fatto vedere in nessuna occasione presso le Università Italiane, così come Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori, che firma a favore del Software Libero e poi scompare nel nulla, lo stesso dicasi per Beatrice Magnolfi.

    Per non parlare di quel delinquente di Fabio Mussi che prima era nei DS, poi nella Sinistra Democratica ed infine con la Sinistra Arcobaleno.

    Proprio lui assieme a Nicolais…. ha fatto avere a Microsoft un contributo a fondo perduto di 8.835.400 euro per l’informatizzazione del centro universitario di Trento.

    Trento è solo sulla carta Italiano, poi è una regione a statuto speciale, dunque perchè i contributi li deve dare Roma LADRONA ?

    Perchè poi dobbiamo regalare alla Microsoft somme di oltre 200 milioni di euro ?

    Forse si sara impoverita con tutte le multe che deve pagare ?

    Una volta per sempre si chiede di metter fine a questo continuo sperpero del denaro dei contribuenti, che, nel 90% dei casi, finisce nelle mani di microsoft e le sue partnerships.

    Con l’ultima finanziaria 2007, sono stati destinati al Centro di Trento, ben 8.835.400,00 euro da elargire durante il 2007, 2008, 2009.

    Si chiede pertanto di bloccare tale erogazione di fondi, sottolineo inoltre, che per il software libero erano stati destinati ben 10.000.000 di euro, non 1 centesimo di euro è stato erogato, nonostante la finanziaria 2007 lo prevedesse.

    La finanziaria parla da se:

    Contributo per la realizzazione dei progetti per la società dell’informazione

    Art. 1, c. 892

    Al fine di estendere e sostenere in tutto il territorio nazionale la realizzazione di progetti per la società dell’informazione, è autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

    Con decreto di natura non regolamentare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali per gli interventi relativi alle regioni e agli enti locali, individua le azioni da realizzare sul territorio nazionale, le aree destinatarie della sperimentazione e le modalità operative e di gestione di tali progetti.

    Priorità dei progetti da finanziare

    Art. 1, c. 895

    Nella valutazione dei progetti da finanziare, di cui al comma 892, è data priorità a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto.

    I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei softwares sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un web individuato dal Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili.

    Si è sempre detto di voler usare il software libero in Italia perchè crea:
    condivisione del sapere, libero scambio del software, forma mentis, sviluppo software, posti di lavoro.

    Cio’ permette di risparmiare ed usare in modo migliore i fondi dell’Unione Europea e del Governo Italiano.

    Si preferisce però sperperare e a tal proposito, il Centro di Trento, è un esempio di erogazione di fondi non tassati, destinati a Microsoft (una multinazionale che la fa da padrone in tutto il mondo, pensando di poter imporre il suo sistema capitalistico ovunque).

    Le tasche dello Stato Italiano sono vuote, ma gli ultimi governi si sono dati molto da fare, per finanziare Softwares Non Liberi costringendo così la Pubblica Amm.ne a rinnovarsi continuamente.

    Con il gettito di fondi che si regalano alle software e/o hardware houses: microsoft, ibm­nazista, sun microsystems, apple cupertino.inc, adobe, macromedia….. si potrebbero: ammodernare le scuole, università , centri di ricerca, acquedotti, sistemare le strade, illuminazione stradale, raccolta differenziata dei rifiuti, acquisti di centrali elettriche che eroghino energia solare … si possono formare docenti sul software libero ed il riuso dell’hardware, finanziare progetti no­-profit, sperimentazione sul wi­-fi e wi­max portati avanti da singoli o teams che cooperano, sviluppano, e che operano nell’illegalità, a causa di una legge che limita la libertà d’espressione.

    Si chiede dunque di prendere contatto con tutti quei singoli e gruppi che lavorano no­profit, per lo sviluppo delle reti wi­-fi, wi­max, studio protocolli di trasmissione …. al semplice uso di sperimentazione ed integrazione con sistemi operativi liberi quali GNU/linux, GNU/Dawin, GNU/HURD, GNU/KFreeBSD, GNU/NetBSD, GNUSTEP, FreeBSD, NetBSD, OpenBSD e di coinvolgerli nella formazione studentesca ed universitaria, provvedendo a finanziarli con equi contributi tali da poter portare avanti le sperimentazioni e potersi sostenere economicamente mese dopo mese, sia che si abbia a che fare con Diplomati, Laureati che lavorino o non lavorino nell’ambiente universitario e che collaborano per tali scopi.

  22. paolo del bene Says:

    Paolo Del Bene ninuxpdb@gmail.com

    Venerdì 24 Aprile 2009

    Re:roma 23-04-09: Altroconsumo invito c/o la Camera dei Deputati: incontro fra utenti e politici

    Ieri c’è stato un incontro fra le parti, con grande rammarico debbo dire che i politici erano interessati a farsi la chiacchierata e a farci ascoltare il loro pensiero, senza poter prender la parola, senza un confronto fra le parti, così come era stato stabilito da Altroconsumo.

    Sono veramente dispiaciuto di ciò, perchè i politici hanno dimostrato di sapersi ascoltare fra PD-PDL-UDC, dando poco spazio ai fruitori della rete.

    La Giovanna Melandri ha detto che bisognerebbe stravolgere il Decreto Gianpiero D’Alia, e Gianpiero D’Alia e consapevole di ciò, il suo Decreto forse verrà modificato un pò, ma sostanzialmente quelli saranno i contenuti.

    Allo stesso tempo la Giovanna Melandri del PD ha detto che non ha nulla da aggiungere oltre a quanto aveva già detto in merito al Decreto D’Alia.

    Su una materia che riguarda le libertà dei cittadini, la votazione che è stata fatta alla Camera non è stata fatta con il voto elettronico, dunque non si sa quanti la abbiano votata e quanti no, quanti oggi si siano pentiti di averla votata e quanti non si siano pentiti di averlo fatto.

    La cosa più grave è che a parlare di INTERNET ovvero della Rete delle Reti, ci mettano gente che di contenuti di Informatica non ne sa un accidenti, dunque si pensa che sia giusto un incontro fra le due parti, anche se questo comporta uno scontro sui contenuti.

    La Gabriella Carlucci del PDL ha dimostrato quanto è ignorante in materia e di non voler accettare un confronto, allo stesso modo anche Gianpiero D’Alia che è venuto, ha fatto tutto il suo discorso retorico, dibbattuto poi fra UDC-PD-PDL, fregandosene degli utenti.

    Appena ha finito di parlare è andato via senza chiedere al pubblico se c’era qualcuno che aveva qualcosa da chiedere o da dire su quanto ha fatto.

    Mi sono alzato ed ho detto a gran voce a Gianpiero D’alia e a tutti politici presenti: “complimenti, lei è molto democratico, lei vedo che accetta il confronto con gli utenti, il suo interesse riguardo agli utenti è nullo”.

    Ma la cosa bella è che a parlare di art.50 bis, ovvero del pacchetto sicurezza che prevede l’istigazione a delinuquere oppure a osannare personaggi che hanno ucciso magistrati… sia proprio Gianpiero D’Alia.

    L’UDC è uno di quei parti che candida proprio tutti, ed infatti ha accettato anche la candidatura di Salvatore Cuffaro e di Gianpiero D’Alia, dopo la presentazione di Salvatore Cuffaro, riprenderò a parlare dell’argomento di ieri.

    “Il Presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro (Totò Cuffaro):

    “Cuffaro ha ricevuto il suo primo avviso di garanzia per una presunta tangente intascata dall’eurodeputato Salvo Lima nel 1993.

    L’indagine era partita dalle dichiarazioni di un pentito, che però si rivelarono subito false, in quanto Lima nel 1993 era già morto.

    Durante la sua prima presidenza alla Regione Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale.[4]

    Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all’Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti.

    Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall’interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non è stata accolta l’accusa di concorso esterno.

    Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all’imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte.

    Nell’incontro, anche una discussione riguardante l’approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall’imprenditore.

    Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato l’autore del piazzamento delle microspie.

    Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento.[5]

    Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.[6]
    I “cannoli del presidente”

    Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a Cuffaro Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l’attuale Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi d’imputazione:

    1. favoreggiamento a Cosa Nostra;
    2. rivelazione di segreto d’ufficio.[7][8]

    Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo.

    La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonchè all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

    Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della regione Sicilia.

    Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia,[9] provoca un grande imbarazzo.[10]

    Il 24 gennaio 2008 l’Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centro sinistra.[11]

    Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell’Assemblea.[12]

    Il processo d’appello si terrà a partire dal 15 maggio 2009 alla terza sezione della Corte d’appello

    http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Cuffaro#I_procedimenti_giudiziari_ penali

    Quindi potete ben capire chi è che legifera contro INTERNET.

    Comunque c’è stato un grande scontro politico ieri fra le parti utenti e politici.

    Altroconsumo rivedesse quali politici vuol far partecipare, perchè non accettano il confronto, parlano solo di quello che fanno loro e di come lo vorrebbero fare e convincerci che quello che stanno facendo, lo fanno per il nostro bene, come se fossimo degli idioti, incapaci di valutare i reali problemi.

    Comunico il testo che avevo preparato per ieri e che non ho potuto esporre, perchè non mi hanno consentito di far entrare il computer portatile alla Camera dei Deputati.

    mercoledì 22 aprile 2009

    Bavaglio ad Internet: Camera dei Deputati

    da: ninuxpdb@gmail.com

    a: romani_p@camera.it, pisanu_g@posta.senato.it, barbareschi_l@camera.it, carlucci_g@camera.it,
    levi_r@camera.it,lupi_m@camera.it, mantovano_a@camera.it, palmieri_a@camera.it, fiano_e@camera.it, tassone_m@camera.it, evangelisti_f@camera.it, info@enisa.europa.eu, dalia_g@posta.senato.it, ronchi_a@camera.it, veltroni_w@camera.it, vita_v@posta.senato.it
    data:22 aprile 2009 21.17

    Oggetto Fwd: OFF TOPIC internet

    In allegato è riportato il documento che è pubblicato su

    http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/assemblea/html/sed0141/stenografico.htm

    Nel documento da me allegato è stata inserita solo la parte che riguarda internet, ovvero a partire da pagina 41 fino a pagina 48

    Domani credo che si parli soprattutto di Pirateria e credo che forse venga fuori il caso di Pirate Bay.

    L’unico modo per stroncare definitivamente la pirateria è fare sensibilizzazione e spiegare alle persone che duplicare materiale protetto da copyright è un danno nei confronti di chi lo sviluppa ed un danno inflitto alla società in cui viviamo.

    Il primo perchè nonostante vendano comunque poche copie, i loro softwares non liberi continuano ad essere usati, va spiegato alle persone che non debbono caricare e-o scaricare da internet materiale coperto da copyright.

    Le società finiranno per non vendere più nessun software non libero, allo stesso tempo bisogna costringere la Pubblica Amministrazione a far uso di software Libero e far si che in internet possano veicolare solo softwares liberi.

    Chi vorrà acquistare un software non libero sarà libero di farlo, ma non di metterlo su internet, così come ogni altra cosa attualmente disponibile come film, canzoni,… tutti con tanto di copyright.

    Potranno dunque circolare su internet solo softwares liberi il che vuol dire che se qualcuno ha interesse a vendere del software libero, sarà libero di farlo, purchè presti un servizio d’assistenza, o scriva dei manuali che insegnino ad usarlo.

    Solo in questo modo potremo respingere l’onda di chi duplica illegalmente il software, di chi lo detiene senza averne acquuistato le licenze, che lo vende….

    Vanno perseguiti coloro che lo fanno sistematicamente, allo stesso tempo bisogna mettere sotto gli occhi di tutti una valida alternativa: FreeBSD, GNU/Darwin, GNU/HURD, GNU/KFreeBSD, GNU/linux, GNU/NetBSD, GNUSTEP, NetBSD, OpenBSD.

    In pratica mettere microsoft, adobe, macromedia, sun microsystems, apple computer cupertino.inc, novell, redhat…. nelle condizioni di dover chiudere definitivamente.

    Una rete libera che ospiti software libero, musica libera e chi desidera una rete commerciale ricorra ad IPv6

    Ogni restrizione, ogni legge per la pirateria informatica, è frutto di restrizioni sistematiche, che sono frutto delle multinazioni, le quali esercitano nel nostro paese pressione sul governo FANTOCCIO, cosicchè possano perseguire penalmente chi commette un reato.

    Se non si farà più pirateria, le multinazionali che oggi spadroneggiano in casa nostra, saranno costrette ad andarsene, perchè non si da loro alcuna motivazione per usare i loro softwares non liberi ed allo stesso tempo non ci sarà più nessuno che duplica illegalmente.

    Al limite le multinazionali potranno rivolgersi alle aziende per l’uso di software non libero, sempre se le aziende intendano adottarlo visto gli alti costi di gestione, vedasi:

    http://bavaglio-ad-internet.blogspot.com/2009/04/bavaglio-ad-internet_7591.html

    e per le limitazioni che ha sia come software che per le restrizioni culturali che impone.

    Il testo è interamente rilasciato con GNU Free Documentation License Version 1.3 vedasi: http://www.gnu.org/licenses/fdl-1.3.txt

  23. paolo del bene Says:

    ognuno dunque valuti con attenzione, se è mio interesse dire bugie, screditare qualcuno o se sono abituee a riportare le notizie

  24. paolo del bene Says:

    http://softwarelibero.it/lettera-brunetta

    Associazione per il Software Libero

    Lettera al Ministro Brunetta

    Posted Novembre 12th, 2008 by marco

    L’Associazione per il Software Libero cerca da 3 mesi di prendere visione dei protocolli d’intesa sottoscritti dal Ministro Brunetta con Microsoft senza successo.
    Forse dei fannulloni si annidano nel Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ?
    Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Ministro con la quale richiamiamo la sua attenzione riguardo i vantaggi del software libero.

    Lettera aperta all’On.le Ministro Renato Brunetta

    Protocolli d’intesa sottoscritti in data 05.08.08 con Microsoft Italia S.r.l.

    On.le Ministro Renato Brunetta,

    Il 16.08.08 Le abbiamo spedito una lettera (ricevuta il 03.09.08) con la quale domandavamo di avere accesso a due protocolli d’intesa da Lei sottoscritti con Microsoft Italia S.r.l.: quello “per lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore della scuola” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/intesa.mspx), e quello (sottoscritto anche dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) “per la realizzazione di un progetto pilota di ammodernamento e dematerializzazione della gestione documentale degli uffici” (http://www.microsoft.com/italy/stampa/Speciali/protocollo/documentale.ms…).

    La notizia di quegli accordi ha destato in noi viva preoccupazione: in primo luogo perché la P.A. spende ogni anno molti milioni di euro in licenze software (274 nel solo 2003), in secondo luogo perché l’azienda Microsoft è stata condannata in sede europea per abuso di posizione dominante e in terzo luogo perché in qualità di Ministro della Repubblica Lei non può ignorare che il software libero offre una valida alternativa e che la legge (art. 68 D.Lgs. 82/05) impone di realizzare una valutazione comparativa prima d’acquisire il software da utilizzare.

    Abbiamo pensato che Lei, Signor Ministro, fosse stato mal consigliato e che fosse nostro dovere aiutarLa.

    Ci siamo precipitati a scriverLe nel week end di ferragosto, ma, ad oggi, siamo ancora in attesa di risposta.

    L’inerzia del Suo Ministero ci ha infine costretti a ricorrere alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.

    Quanto dovremo ancora attendere per esercitare il nostro diritto di verificare che quei protocolli d’intesa non ostacolino l’impiego del software libero nella P.A., non rechino ingiusto pregiudizio agli interessi delle aziende europee che commercializzano servizi basati su software libero ed agli interessi dei cittadini ?

    Per ora possiamo solo sospettare che, per esempio, l’accordo per il progetto pilota sulla dematerializzazione documentale sia del tutto inutile: in Piemonte si sta già realizzando, con soldi pubblici, un sistema di gestione documentale in software libero (doqui – http://www.doqui.it/), che anche altre regioni stanno considerando di adottare.

    Infatti, il software libero può essere riutilizzato senza costi di licenza da tutta la P.A..

    Ritardare l’uso del software libero da parte della P.A. danneggia la nostra economia, rende il mercato meno libero e favorisce un gruppo minoritario di aziende che privano il nostro paese di cospicui introiti fiscali.

    Sa che, per fare un esempio, Microsoft (ma analogo discorso vale per molti dei principali produttori di software proprietario) fattura le licenze vendute in Italia esclusivamente dalla filiale Irlandese (per un totale di 750 Milioni di Euro nel 2003) e che quindi comprando licenze di software proprietario si incide negativamente sulla bilancia dei pagamenti ?

    Nel 2000 più di 2.000 cittadini italiani firmarono una lettera aperta intitolata “soggezione informatica dello stato italiano a Microsoft”: da allora le cose non sono migliorate se oggi si finanziano le iniziative di quell’azienda, che non ha certo bisogno di aiuti pubblici.

    Non ci riferiamo ovviamente ai protocolli d’intesa da Lei sottoscritti (che non abbiamo letto e quindi non possiamo giudicare).

    Ci riferiamo invece ad altre esperienze che la nostra associazione ha avuto modo di valutare negli ultimi anni.

    Come il Centro di Ricerca di Povo (Trento), inaugurato nel 2005.

    Un centro in cui per ogni euro investito dal socio privato (Microsoft), ne sono stati erogati quattro a fondo perduto dai soci pubblici (Provincia di Trento, Università di Trento, Università di Catanzaro e FIRB-MIUR), cioè da tutti noi cittadini.

    Un centro nel quale gli investimenti sono largamente pubblici: saranno pubblici anche i risultati della ricerca ?

    Dopo questo “affare”, anche il Governo di centro-sinistra si è affrettato a stipulare accordi per la costituzione di tre nuovi “Centri di Ricerca su tecnologie Microsoft”: non è certo una scelta sensata, in un paese che si riconosce nei valori del libero mercato e della concorrenza, destinare soldi pubblici a favore di una impresa che detiene il 95 % del mercato dei sistemi operativi.

    Qualcuno potrebbe dire che non abbiamo ricevuto risposta per l’inerzia dei Suoi uffici, per una pratica dimenticata sulla scrivania di qualche dipendente fannullone perennemente in malattia o per qualche dirigente ignavo o menefreghista.

    Certo che, se queste cose succedono proprio nel Suo dicastero, proprio nel periodo in cui, a quanto sembra, la “crociata contro i fannulloni” sta dando il massimo risultato, c’è ancora molto da fare.

    Nella speranza di riuscire a penetrare la fitta trama di ostacoli che Le impedisce di dare la dovuta attenzione alle istanze del software libero, restiamo in attesa di una Sua gradita risposta.

    Con ogni osservanza,

    per l’Associazione per il software libero

    Marco Ciurcina

  25. paolo del bene Says:

    L’Associazione Software Libero, ha mantenuto un ottimo comportamento verso l’On.le Ministro Brunetta, non mi sembra però che sia mai giunta una risposta e dato che non amo chi non prende atto di quanto gli si invia, affinchè vengano rispettate le vigenti leggi, ho deciso di occuparmi dell’On.le Ministro Brunetta come descritto sul mio blog:

    http://bavaglio-ad-internet.blogspot.com/2009/05/bavaglio-ad-internet-renato-brunetta-e.html

    Se le mie parole potrebbero risultare sin troppo esasperate, lo sono oramai a ragion veduta.

    Ma le parole dell’On.le Ministro Renato Brunetta, sono compunque in streaming sul mio stesso blog come nell’URL sopra riportato.

  26. paolo del bene Says:

    Oggi si parla tanto di web 2.0, ma vi posso giurare che il primo che pensò al web 2.0 fu proprio Richard Matthew Stallman nel lontano 1983, dunque non ci sitamo inventando nulla di nuovo.

    Se ne parla tanto ora perchè ci sono gli investimenti ed i mass media non fanno altro che parlanarne, altrimenti è dal lontano 1983 che il web 2.0 fu adottato, dunque hanno scoperto l’acqua calda.

    un saluto a tutti voi

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