Grazie!

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Ringraziamo tutti per gli auguri, proposte, spunti, suggerimenti e documenti che stiamo analizzando e ai quali cercheremo di dare al più presto un riscontro operativo. 

Qualche idea sulla nostra proposta di “indagine conoscitiva 2.0”? Parliamone!

4 Risposte to “Grazie!”

  1. Vittorio Says:

    Buongiorno,
    Vi prego gentilmente di fare qualcosa per tenere a bada Mr Harbour, è il principale nemico della rete, ha scritto a tutti i parlamentari europei per influenzarne il voto del 5 maggio, fate presto per favore!! Grazie infinite!
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2611754&m=2613395#p2613395

    Un caro saluto
    Vittorio

  2. politicaduepuntozero Says:

    L’indagine è un’ottima idea, soprattutto se effettivamente consentirà di produrre un libro bianco. Tuttavia, sarebbe interessante avere “varie indagini” focalizzate su ognuno dei temi già da voi ricordati (privacy, libertà della rete, ecc.).
    Personalmente, partirei con una piccola indagine desk sull’uso della Rete nel rapporto con le istituzioni, le aspetttative dei net-citizen (accesso, pubblicità degli atti di governo, ecc.), le attese di cambiamento del modo di gestire la res publica alla luce delle possibilità offerte dai new media.
    Buon lavoro!

  3. Laura Biason Says:

    Buongiorno,
    Mi occupo di promozione ed informazione sul Web2.0 nell’ambito delle Aziende da ormai almeno 4 anni.
    Sarei interessata a portare il mio contributo conoscitivo in un ambito che magari sembra secondario, quello dell’imprenditoria, soprattutto piccola e media, ma che rappresenta il cuore dell’economia italiana.
    A disposizione,
    Laura Biason

  4. Carlo Says:

    Bella, bellissima iniziativa per vari motivi: per la trasversalità, per l’attualità dell’argomento, per la vastità dello stesso, per il supporto di tecnologie web2.0 (facebook e twitter)…
    Bellissima però sterile -forse- come tante altre del genere, portate avanti in altri tempi, nemmeno lontani, da altri gruppi e gruppuscoli, parlamentari singoli, etc.
    Che sia soltanto l’ennesima fabbrica del vuoto pneumatico coperto di convegni, incontri, pubblicazioni, riviste, interviste, dibattiti, trasmissioni, etc.?
    Un vuoto avallato e reso importante dalla sua genìa? Un vuoto che coglie il nutrimento dall’autoreferenzialità?
    Piccolo suggerimento: fra le varie iniziative ed elaborazioni che saranno attuate, perchè l’intergruppo non si fa alfiere di elaborare e proporre (naturalmente in modo trasversale, condiviso e partecipato…) in Parlamento una legge che obblighi e dico obblighi la Pubblica Amministrazione all’uso del software open source e/o Gnu ? Naturalmente seguendo un percorso graduale ma progressivo, tranquillo ma sicuro, ponderato ma concreto.
    Perchè non seguire l’esempio di tantissimi altri Paesi, europei e non, che hanno intrapreso questa strada? Come ad esempio la Pubblica Amministrazione di un Paese di ben oltre il miliardo di persone che ha adottato una distribuzione di Linux personalizzata e realizzata su misura.
    Perchè occorre far carico al contribuente di milioni di euro spesi per licenze d’uso di sistemi operativi e programmi applicativi dei quali viene fatto un uso (se va bene) al 10-20% della potenzialità?
    Quanti impiegati, funzionari, dirigenti statali (naturalmente inclusi quelli delle amministrazioni territoriali, degli enti vari, etc.) vanno oltre la scrittura di una letterina con quel famoso programma di videoscrittura e quanti usano quell’altrettanto famoso programma di calcolo per creare piccoli elenchi in ordine alfabetico? Per non parlare poi di quelle presentazioni così carine piene di animaletti tanto bellini e simpatici oppure quelle bellissime foto di paesaggi incantevoli del Pianeta con musiche soavi di sottofondo.
    Per queste cose esistono almeno tre o quattro alternative (anche web2.0) per ogni software, ognuna per fare esattamente le stesse cose..anzi di più e con più facilità.
    Questo è solo un esempio dei molti che sicuramente verranno rappresentati all’Intergruppo da altri cittadini che come me hanno a cuore l’evoluzione e lo sviluppo tecnologico -proprio e del Paese nel quale si vive -, uno sviluppo che sia (nelle intenzioni e nei fatti) “open” aperto e condiviso da tutti, compatibile con i costi e con la situazione dell’economia reale, che riduca, almeno per una buona parte, il peso sostenuto dai contribuenti per il funzionamento della Pubblica Amministrazione.
    Forse alcuni punti di questo mio post potranno sembrare leggermente polemici, ma sono certo che la natura stessa dell’Intergruppo “tradurrà” in modo adeguato il senso globale della mia lettera.
    Cordiali saluti e buon lavoro (spero con il massimo coinvolgimento dei cittadini elettori).

    Carlo

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