Aggiornamento lavori parlamentari

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Di seguito alcuni aggiornamenti in merito ai lavori parlamentari relativi ad Internet:

Le Commissioni  Affari Costituzionali e Giustizia del Senato hanno avviato martedì 16 giugno la seconda lettura del c.d. “ddl sicurezza” (Atto Senato 733-B). Il termine per la presentazione di emendamenti in Commissione scade lunedì 22 alle ore 18, e li metteremo a vostra disposizione su questo sito non appena disponibili,  segnalandovi l’eventuale presentazione di  proposte relative ad Internet. Cogliamo l’occasione per ricordarvi che la notizia che sta circolando in rete secondo la quale sarebbe stato riapprovato il c.d. emendamento D’Alia è errata, visto che come avete appena letto non è neppure ancora scaduto il termine di presentazione di emendamenti al provvedimento! Come sempre vi teniamo aggiornati.

Il c.d. ddl intercettazioni (AS 1611 e congiunti), di cui abbiamo già parlato qui è stato assegnato alla Commissione Giustizia del Senato, che non ne ha però ancora avviato l’esame, previsto per martedì 23 giugno nel pomeriggio. Anche su questo troverete informazioni aggiornate sul nostro blog.

Vi segnaliamo infine l’interrogazione a risposta in Commissione 5-0152 a firma dai deputati della Lega Nord Davide Caparini, Jonny Crosio e Maurizio Fugatti, che parla della possibilità di collegarsi ad Internet attraverso la rete elettrica. Una proposta interessante per la lotta al Digital Divide… che ne dite?

10 Risposte to “Aggiornamento lavori parlamentari”

  1. Fabrizio Says:

    Probabilmente a Internet ci si può collegare anche tramite la rete del gas, ma, visto i le “agevolazioni” che la telecom ha avuto dalla Stato Italiano non sarebbe più semplice incentivare il primo operatore (o chi voglia sobbarcarsi l’impresa) a raggiungere con l’adsl anche le zone più isolate, da quello che ho capito i soldi per fare qualcosa ci sono (almeno su carta)

  2. Vincenzo Says:

    La possibilità di utilizzare il rame dei cavi elettrici non è certo una novità e questa possibilità non va certo a colpire la causa principale del digital divide: le aree a bassa densità non vengono coperte perché prive di ritorno economico. Non lo fa Telecom col doppino, a quanto pare non si sta facendo neanche col WiMax, chi ci dice che lo faranno con la Powerline?

    Va benissimo dare anche questa possibilità, ma si dovrebbe puntare sul rendere la banda larga un servizio essenziale, come l’elettricità o il telefono, rendendolo obbligatorio oppure separando da Telecom la gestione della rete telefonica fisica per trasformarla in un consorzio.

  3. Davide Says:

    Obbligate quei balordi di Telecom Italia ad adeguare tutte le centraline indistintamente. Se non è possibile, bisogna statalizzare le linee (in senso fisico) e poi lo stato, che si fa carico della manutenzione ed espansione, fa pagare un affitto a chiunque voglia offrire un servizio.

  4. Marty Says:

    Condivido l’opinione di Vincenzo.
    Premetto che arrivate in ritardo di parla di internet sui cavi elettrici già da qualche anno.
    Sono però dell’opinione che lì dove non possa arrivare il cavo, arriva l’etere oppure il satellite.
    Guardate qui:
    http://tuttogiappone.myblog.it/archive/2008/02/26/lanciato-satellite-per-internet-ultra-veloce.html
    La nostra nazione non è poi dimensionalmente tanto grande, credo che uno di questi ci basti a togliere di mezzo il digital divide.
    Marty

  5. andrea Says:

    beh se almeno riuscire a colmare il digital divide con la soluzione del Powerline sarebbe un grande passo.
    Concordo anche io con chi dice che bisogna rendere la banda larga un diritto per tutti come per l’elettricità.

  6. fra1027 Says:

    L’idea è buona ma le powerlines danno dei problemi ai radioamatori, interferendo con i loro apparati. C’è da dire che la rete elettrica arriva dovunque ma si devono tenere in considerazione gli eventuali adeguamenti della rete per far funzionare il tutto. Forse però sarebbe più facile dare contributi a Terna che a telecom.
    Prima di tutto ciò, credo che si dovrebbero individuare le aree in cui installare e promuovere la powerline (tipo zone a basse densità abitativa rurale o montane prive di accesso alla banda larga), cosicchè si limiterebbero i potenziali danni ai radioamatori. L’enel aveva fatto dei test. Quali sono stati gli esiti?
    Leggo che qualcuno parla di satellite ma questo è ampiamente sconsigliato poichè ha una latenza troppo alta.
    Inserire la banda larga nel Servizio Universale con una velocità di almeno 640kb/s in download sarebbe cosa buona e giusta e ci metterebbe al passo con gli altri paesi che già l’anno inserita.

  7. No censura Says:

    Possibile ripresentazione dell’emendamento D’Alia in altra forma!

    http://www.videotecheforum.it/index.php?showtopic=20682&st=80&p=525130&#entry525130

    L’articolo 60 e i vari emendamenti abrogati sarebbero rimessi in discussione dall’onorevole Viespoli secondo alcuni amici dell’autore del messaggio.
    Si parla inoltre di proposte per l’applicazione del 416 (associazione a delinquere) per pirateria e pedofilia online.

  8. longinus Says:

    In merito a quanto scritto da NO CENSURA mi premerebbe sapere se è prevista la presentazione di qualche d.d.l. che riformi il diritto d’autore, l’On. CASSINELLI aveva detto che ci stava lavorando, ed, in caso affermativo, in che modi e tempi sarà presentato?
    Il discorso è molto più ampio di quello che sembrerebbe a prima vista, le pressioni lobbystiche di questo settore è indubbio che stanno producendo in tutto il mondo una marea di leggi e leggine che inaspriscono le pene e che di fatto permetterebbero a privati di svolgere indagini che almeno nel nostro ordinamento dovrebbero essere riservate alla magistratura ed alla polizia giudiziaria.
    Ci troviamo nella paradossale situazione che omicidi (perchè tali sono) al volante commessi da persone in stato psicofisico alterato vengono puniti meno severamente di chi immette in rete un film/canzone o addirittura da chi li scarica per esclusivo uso personale… una visione distorta della giustizia e dell’equità della pena che non può far rimanere indifferente chiunque appartenga a questo intergruppo.
    Ora, lungi da me voler proporre leggi pro-pirateria, ma tenuto conto che in campo ci sono 2 colossi (major vs provider) che si contenderanno a suon di denuncie e ricorsi il futuro della rete (unicamente per meri interessi commerciali e non per ragioni ideologiche) mi chiedo come mai non si possa prevenire tutte le problematiche già verificatesi all’estero (Francia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia,Germania ecc.) proponendo soluzioni alternative che da una parte prevedano una retribuzione delle major e dall’altra sollevino da responsabilità civili e penali milioni di utenti del web, con buona pace dei provider che non perderebbero utenza.
    Con l’On. CASSINELLi si era parlato di addizionali adsl da devolvere agli aventi diritto, soluzione alla quale lo stesso CASSINELLI, aveva sollevato molte condivisibili perplessità in quanto già le connessioni italiane sono tra le più care in europa ed oltrettutto si farebbe l’errore dell’equo compenso penalizzando tutti gli intestatari di linee e questo indipendentemente dall’uso che ne viene fatto.
    Un’altra strada potrebbe essere quella delle licenze collettive a similitudine di quanto avviene per emittenti radio, potrebbe persino essere preso in considerazione l’obbligo di creare portali ad hoc da parte dell’industria dove l’utente si può collegare scaricando i contenuti previa corresponsione di un canone popolare incassato direttamente dalle major di settore che potrebbero essere invogliate a questo passo con agevolazioni iva.
    Insomma quello che più mi rattrista è vedere come per l’azzoppamento del web ci sono decine di proposte mentre per regolamentarlo in modo intelligente e conveniente per tutti non ci sia alcuna proposta concreta.
    Spero che qualcuno dell’intergruppo “batta un colpo” e ci informi circa l’andamento dei lavori di un possibile d.d.l. che regolamenti il diritto d’autore tenendo conto dell’attuale sviluppo tecnologico, non sarebbe neanche male creare una pagina del blog dove tutti possiamo discutere al meglio e dove le proposte dei cittadini possano aiutare i nostri parlamentari a redigere un d.d.l. condiviso, c’è riuscito Beppe GRILLO (anche se su altri temi) consegnando il lavoro all’allora Presidente del Consiglio PRODI non vedo perchè non ci si possa riuscire in un ambiente dove tutti hanno a cuore il web ed il suo futuro.
    Diamoci un luogo dove lavorare assieme ed un tempo massimo per partorire qualcosa di veramente innovativo ed i nostri rappresentanti, indipendentemente dal partito di appartenenza, si facciano carico di proporre alle camere il prodotto di questo lavoro cittadino/istituzioni.

  9. PaoloR Says:

    A me vanno bene tutte le proposte per allargare e migliorare l’uso di internet, ma credo che la vera “linea di frontiera” sia la possibilità di un diffuso, affidabile, gratuito collegamento mobile.
    Che sia wifi, wimax o altro non importa.

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