Archive for the ‘governance di Internet’ Category

Decreto Romani: si attende ora la decisione finale del Governo

9 febbraio 2010
Il 4 febbraio le Commissioni competenti della Camera e del Senato hanno votato i pareri finali sull’atto del Governo n.169 recante “attuazione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive”.
L’atto n.169, meglio conosciuto come “Decreto Romani”, è stato oggetto di forte dibattito sia a livello parlamentare che a livello istituzionale e sociale con numerosi interventi da parte dell’AGCOM, delle imprese e delle associazioni del settore.
In particolare le Commissioni competenti della Camera e del Senato hanno votato dei pareri favorevoli con condizioni e osservazioni, alla luce anche delle numerose osservazioni emerse nel ciclo di audizioni effettuate. I testi ufficiali sono disponibili a seguenti link: Commissioni riunite Cultura e Telecomunicazioni della Camera, Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera , Commissione Cultura del Senato e Commissione Comunicazioni del Senato.
Gli argomenti più dibattuti sono stati le disposizioni inerenti le quote di investimento destinate all’audiovisivo , il ruolo dell’AGCOM nella regolamentazione di Internet e la dichiarazione di inizio attività per la diffusione di contenuti on demand nella Rete.
Si attende ora la decisione del Governo.

Internet e responsabilità

25 novembre 2009

Il tema della responsabilità degli Internet Service Provider per le attività illecite compiute dagli utenti sulle loro piattaforme è di grande attualità. Si pensi al cosiddetto “caso Vividown”, proprio oggi all’esame  del tribunale di Milano e concernente il rinvio a giudizio di quattro dipendenti di Google per concorso in diffamazione e violazione della privacy nei confronti di un minorenne disabile, insultato e malmenato da un gruppo di suoi coetanei e ripreso in un
video caricato su YouTube. Altro esempio è l’emendamento D’Alia, di cui abbiamo parlato molto su questo blog, che avrebbe potuto causare l’inaccessibilità totale da parte di tutti gli utenti a Facebook solo a causa dei gruppi aperti da coloro che svolgevano attività di “apologia o di istigazione ai reati in via telematica”.

Quali sono le leggi che devono essere applicate ad Internet? Qual è il confine fra necessità di sicurezza online e libertà di espressione?

E’ necessario prima di tutto ricordare che già oggi esistono leggi che si occupano di Internet: la Direttiva sul Commercio Elettronico, recepita dal nostro Paese nel 2003  (Decreto legislativo 70/2003), fissa in modo chiaro obblighi e diritti sia di chi gestisce un sito che di chi naviga e carica contenuti sul sito – gli utenti navigatori. Tale normativa impone ai fornitori di servizi su Internet di informare l’autorità giudiziaria qualora siano a conoscenza di attività illecite sulle loro piattaforme, ma non li sottopone ad un obbligo generale e costante di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano. È impossibile infatti per una piattaforma telematica come You Tube, sulla quale vengono caricate fino a 20 ore di video al minuto, avere un controllo sull’enorme quantità di contenuti immessi dagli utenti, o per una come Facebook monitorare tutti i profili o i commenti pubblicati ogni giorno dai milioni di persone che utilizzano questo social network. Un indirizzo più restrittivo in questo senso avrebbe come conseguenza quella di cambiare radicalmente la natura dei servizi online che siamo abituati ad usare tutti i giorni con importanti conseguenze da un punto di vista economico, sociale e democratico.

Più in generale penso che questo genere di situazioni siano causate da una concezione sbagliata di Internet, che sine logica tende a voler assimilare la rete ai classici mezzi di comunicazione – la stampa in primis –  imponendo i medesimi obblighi di controllo, responsabilità e rettifica.

Internet non può e non deve essere assimilato ai tradizionali mezzi di comunicazione: non può perché è tecnicamente impossibile assicurare il controllo di tutti i contenuti prodotti e caricati dagli utenti; non deve perché l’attribuzione della responsabilità delle condotte illecite alle piattaforme sulle quali vengono perpetrate rischia di portare i fornitori di servizi online ad essere sempre meno disponibili ad ospitare i contenuti generati dagli utenti, privando Internet della sua principale ricchezza e mettendo le imprese italiane in una posizione di inferiorità rispetto ai loro concorrenti europei ed americani.

Come dice Riccardo Luna nel suo editoriale di Wired di questo mese, che consiglio di leggere, “Internet è nata così, aperta, democratica, partecipativa. E lo è oggi ancora più di prima, nonostante i continui tentativi di imbrigliarla.  Internet non è come il telegrafo o il frigorifero, come dice chi non ha capito nulla. Internet è una cosa che non c’è mai stata prima. La prima arma di costruzione di massa”.

E’ cosi!

Internet è il più grande strumento di libertà che sia stato mai creato dall’uomo,  il più grande strumento di condivisione globale delle informazioni e del pensiero, il più grande strumento per dare voce anche a chi non è proprietario di un giornale o di altri mezzi di comunicazione tradizionali.

Perché imbrigliarla senza logica?

Ed infatti il punto centrale della questione non è tanto di carattere tecnico –giuridico quanto di tipo logico – politico.
Con la regolamentazione attuale e con il modo di ragionare di taluni,   è come se tutti noi vivessimo in una grande città in cui la responsabilità di un furto o di qualsivoglia altro reato viene attribuita al sindaco (leggasi Internet Service Provider). Su Internet come nel mondo reale sono necessarie regole precise e appropriate in grado di garantirne l’esistenza e svilupparne le potenzialità. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali definiti dalle istituzioni in collaborazione con chi vive e agisce quotidianamente su Internet: utenti e imprese.

Solo in questo modo – che costituisce a mio parere il fondamento delle nostre attività come intergruppo –  sarà possibile garantire la crescita e lo sviluppo di un mezzo che offre al nostro paese opportunità immense e ancora troppo spesso inesplorate.

Internet Governance Forum Italia

9 ottobre 2009

Si è svolta a Pisa dal 5 al 7 ottobre la seconda edizione dell’Internet Governance Forum (IGF) Italia, una delle più importanti occasioni d’incontro e discussione sui temi legati ad Internet.  Potete leggere qui il programma completo dei 3 giorni. Presto saranno disponibili i video dei vari interventi.

All’IGF Italia di quest’anno hanno partecipato anche i Senatori membri dell’Intergruppo Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, intervenendo nel workshop “Reti sociali: cosa è pubblico, cosa è privato“.

Tra i temi trattati quelli più controversi come sicurezza e libertà di espressione, copyright, privacy e identità in Rete (da segnalare a tal proposito l’interessantissimo intervento del Prof. Stefano Rodotà, secondo il quale “la questione dell’anonimato può essere risolta creando identità funzionali alle attività svolte online“), ma anche e sopratutto le numerose opportunità offerte dal web sul piano politico-istituzionale, culturale ed economico.

Sempre il Prof. Rodotà ha saputo tradurre al meglio il senso dell’intero processo internazionale legato all’Internet Governance Forum, avviato dalle Nazioni Unite a Tunisi nel 2005 e sviluppatosi anche a livello dei singoli paesi, quando ha dichiarato che la carta dei diritti di Internet deve essere redatta in modo trasversale, come un wiki.

E’ probabilmente stata questa la più importante conclusione dell’IGF di Pisa, che i rappresentanti italiani trasmetteranno in sede internazionale all’IGF di Sharm-el-Sheikh dal 15 al 18 novembre prossimi: per discutere della governance di Internet, ovvero delle regole più adatte ad uno sviluppo virtuoso della rete, occorre una piattaforma di discussione aperta che coinvolga tutti gli stakeholders interessati.

Aggiornamento lavori parlamentari

28 settembre 2009

Le Camere hanno ripreso le loro attività ormai da qualche settimana e ci sono svariate novità sul fronte Internet:

CAMERA

Dopo l’audizione del Prof. Fuggetta 2 settimane fa saranno auditi 2 importanti rappresentanti istituzionali questa settimana nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sull’informatizzazione delle Pubbliche Amministrazioni: il Viceministro per le Comunicazioni On. Paolo Romani domani e il Ministro per la PA e l’Innovazione On. Renato Brunetta mercoledì 30 settembre. Naturalmente vi terremo aggiornati sui contenuti di tali audizioni.

Come segnalato dall’On. Cassinelli sul suo blog , lo scorso 14 settembre è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera la seguente proposta di legge, a firma degli On. Gaetano Pecorella (PDL) e Enrico Costa (PDL): «Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante» (AC 881). Nel provvedimento si riprende quanto disposto nel ddl intercettazioni sull’obbligo di rettifica per i “siti informatici” e si prevede che la legge sulla stampa si applichi anche ai siti internet “aventi natura editoriale”. Assieme all’Istituto per le politiche dell’innovazione l’On. Cassinelli ha prediposto un emendamento disponibile su piattaforma wiki che ha aperto ai commenti del Popolo della rete.

Diverse poi le interrogazioni di interesse presentate alla Camera dei Deputati nelle ultime settimane:

L’interrogazione presentata dall’On. Marco Reguzzoni sulla regolamentazione dei social network in modo da evitare abusi e censure garantendo i diritti degli utenti registrati;

L’interrogazione presentata dall’On. Paolo Russo con la quale si chiede di conoscere le iniziative che il Governo intende promuovere per porre freno ai fenomeni di Spamming e Phishing garantendo la “sicurezza dei cittadini che utilizzano internet e che hanno diritto ad essere protetti quando operano in rete”.

L’ interrogazione presentata dall’On. Tommaso Foti sulla mancata reazione di Facebook a seguito di una segnalazione relativa all’apertura di un gruppo che inneggia all’omicidio avvenuto nel 1975 del giovane militante di destra Sergio Ramelli, nella quale si chiede se il governo “non intenda sollecitare i responsabili della società proprietaria di Facebook ad una maggiore vigilanza preventiva di filtro e rimozione di contenuti così vergognosi e incivili”.

SENATO

Al Senato siamo ancora in attesa della ripresa dell’esame del ddl intercettazioni.

E’ stata assegnato giovedì alla 2 a Commissione giustizia il seguente disegno di legge sulla regolamentazione del fenomeno del peer-to-peer, a firma dei Senatori Marco Perduca e Donatella Poretti: “Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di comunicazione di opere al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro, nonchè di riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi dalle medesime messi a disposizione del pubblico” (AS 1758)

Segnaliamo poi due interrogazioni di potenziale interesse:

l’interrogazione a firma dei Senatori Manfred Pinzger e Oskar Peterlini, nella quale si denunciano i rischi legati ad Internet e si chiede al Governo di provvedere alla predisposizione di un pacchetto di norme volto a tutelare gli utenti e a lottare contro la criminalità informatica.

l’interrogazione a risposta orale a firma dei Senatori Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, entrambi membri dell’Intergruppo, in merito alla proposta del governo italiano sul futuro dell’ICANN.

Insomma molti lavori in corso sui quali attendiamo vostri commenti, suggerimenti ecc!

Eurodig e Governance di Internet

22 settembre 2009

L’Ufficio Federale svizzero della Comunicazione  (OFCOM) e l’Unione europea di Radio- Televisione (UER) hanno organizzato col sostegno  del Consiglio d’Europa il secondo dialogo pan-europeo sulla governance di Internet (EuroDIG), che si è svolto a Ginevra   dal 14 al 15 settembre 2009. 

L’obiettivo di questo dialogo pan-europeo è quello di creare una piattaforma di discussione e di scambio tra le parti interessate al rispetto della vita privata online, alla cyber criminalità, all’informazione online, alla neutralità delle reti, alle risorse critiche e al futuro di Internet da qui al 2020.
L’EuroDIG contribuisce al dialogo regionale e mondiale, in vista del Forum sulla governance di Internet (IGF) istituito dalle Nazioni Unite, il cui prossimo appuntamento sarà a Sharm-el-Sheik dal 15 al 18 novembre.
In qualità di Vice Presidente della VII Commissione, istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport, del Senato della Repubblica, il Sen.Vincenzo Vita, membro dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, ha preso parte alla tavola rotonda dei parlamentari europei per discutere dell’Internet Governance.

L’avvio di un Forum internazionale sulla governance di Internet mostra quanto sia diffusa e sentita nel mondo l’esigenza di definire regole che sovrintendano al funzionamento della Rete in tutti i suoi aspetti: dalla dimensione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, sino a quella della tecnologia e dell’economia”  dice il Sen. Vita.

Siamo infatti in un momento cruciale perché già oggi, e ancora più nel futuro, Internet rappresenta il motore della società dell’informazione, un fattore abilitante per lo sviluppo, la crescita e la democratizzazione della società, anche quella dei paesi meno avanzati; un’infrastruttura critica che deve essere salvaguardata, difesa e indirizzata per assicurare un ulteriore sviluppo nell’interesse di tutti. La Rete è davvero parte delle nostre vite, della nostra economia e dei nostri diritti e la stabilità, la sicurezza, la libertà e la disponibilità di essa nel futuro devono rientrare tra le nostre priorità strategiche nel medio e nel lungo periodo.”

Oggi il principale attore che ha l’incarico di assegnare gli indirizzi IP, di identificare protocollo e gestione del sistema dei nomi a dominio e dei sistemi root server è l’ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, un ente internazionale non-profit, istituito il 18 settembre 1988 dal Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti.

L’ICANN assicura che milioni di computer siano in grado di connettersi tra loro 24 ore al giorno e garantisce la stabilità e l’apertura di Internet per gli utenti in tutto il mondo, tuttavia ad oggi solo il governo statunitense è effettivamente in grado di esercitare qualche potere sull’ente, grazie ad un “accordo su un progetto comune” firmato da ICANN e dal  Ministero del Commercio statunitense. L’accordo scade il 30 settembre 2009.

Quattro sono le posizioni principali su cui si discute in merito al futuro di ICANN, per garantire che un ente che ha il controllo sul funzionamento di Internet sia responsabile non solo davanti al governo americano ma davanti all’intera comunità di Internet:

1) La creazione di un nuovo organismo multilaterale per la governance di internet.
E’ la posizione emersa in sede europea che favorisce un G-12 con la creazione di un organismo multilaterale dove le parti interessate (società civile, finanza,affari…) dovrebbero essere rappresentate da un’autorità che comprenda i paesi di tutte le regioni del mondo. Inoltre, un’autorità internazionale avrebbe la competenza giurisdizionale in caso di controversie.
2) Una nuova istituzione controllata dalle Nazioni Unite .
Favorevoli a questa posizione sono la Russia, la Cina e numerosi altri Stati, mentre sono pochi i rappresentanti della società civile e del commercio che abbracciano questa scelta.
3) Un organismo che gestisca Internet basato sulla struttura preesistente di ICANN ma distanziato  dal governo statunitense.
Questa posizione è supportata dall’ICANN e da una parte della comunità commerciale mondiale non statunitense.
4) Contro qualsiasi cambiamento, un rinnovo del contratto dell’ICANN.
Questa posizione è supportata da alcune istituzioni e compagnie statunitensi. Il più importante e recente atto di questo gruppo è stata una lettera indirizzata al Presidente Obama dalla commissione per l’energia del congresso statunitense nella quale la commissione chiedeva non solo un rinnovo ma un persistente contratto tra l’ICANN e il dipartimento del commercio degli Stati Uniti.

La protezione dei diritti umani e la garanzia di un accesso universale a internet (inteso come servizio pubblico) dovrebbero essere la chiave prioritaria per la governance di Internet in Europa. Queste alcune delle conclusioni fondamentali del secondo Eurodig.

Questi temi e moti altri saranno oggetto di discussione al prossimo Internet Governance Forum italiano, che si terrà a Pisa dal 5 al 7 ottobre 2009. Il programma del Forum è disponibile qui.

Partecipiamo numerosi!