Archive for the ‘Filtraggio/Rimozione contenuti illeciti’ Category

Alcuni membri dell’Intergruppo avviano il dialogo con il Ministro Maroni

18 dicembre 2009

Come annunciato dall’On. Nicola Formichella durante il convegno tenutosi ieri presso la Camera dei Deputati con la partecipazione dell’AD di Creative Commons Joi Ito, alcuni membri dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 hanno richiesto un incontro con il Ministro dell’Interno Maroni in merito al disegno di legge preannunciato al Consiglio dei Ministri di ieri recante “disposizioni di contrasto alla diffusione di reati attraverso internet”.

Questi “Parlamentari 2.0” concordano con il Ministro sulla necessità, ribadita nel suo intervento alla Camera,  di  “stabilire regole efficaci che permettano di intervenire sui gruppi che pubblicano messaggi violenti senza coinvolgere tuttavia la generalità degli utenti, che utilizzano le opportunità offerte dalla Rete per fini assolutamente leciti.” E’ necessario identificare soluzioni che permettano di garantire la sicurezza e i diritti dei cittadini online senza perdere le immense opportunità offerte da Internet.

Da quanto si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, “il disegno di legge disporrà la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un gruppo di lavoro a cui parteciperanno rappresentanti dei fornitori di connettività e di servizi internet per elaborare un codice di autoregolamentazione teso ad evitare che contenuti illeciti vengano pubblicati su internet. Il provvedimento prevede anche disposizioni tese a modificare la disciplina in materia di riunioni pubbliche.”

Precisiamo che il disegno di legge non è ancora stato approvato dal Consiglio dei Ministri, che lo esaminerà nella sua prossima riunione, la cui data non è ancora stata definita. Dopo la sua approvazione il provvedimento sarà trasmesso al Parlamento, dove avremo modo di discuterlo e, eventualmente, di  modificarlo.

Vi teniamo aggiornati!

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Internet e responsabilità

25 novembre 2009

Il tema della responsabilità degli Internet Service Provider per le attività illecite compiute dagli utenti sulle loro piattaforme è di grande attualità. Si pensi al cosiddetto “caso Vividown”, proprio oggi all’esame  del tribunale di Milano e concernente il rinvio a giudizio di quattro dipendenti di Google per concorso in diffamazione e violazione della privacy nei confronti di un minorenne disabile, insultato e malmenato da un gruppo di suoi coetanei e ripreso in un
video caricato su YouTube. Altro esempio è l’emendamento D’Alia, di cui abbiamo parlato molto su questo blog, che avrebbe potuto causare l’inaccessibilità totale da parte di tutti gli utenti a Facebook solo a causa dei gruppi aperti da coloro che svolgevano attività di “apologia o di istigazione ai reati in via telematica”.

Quali sono le leggi che devono essere applicate ad Internet? Qual è il confine fra necessità di sicurezza online e libertà di espressione?

E’ necessario prima di tutto ricordare che già oggi esistono leggi che si occupano di Internet: la Direttiva sul Commercio Elettronico, recepita dal nostro Paese nel 2003  (Decreto legislativo 70/2003), fissa in modo chiaro obblighi e diritti sia di chi gestisce un sito che di chi naviga e carica contenuti sul sito – gli utenti navigatori. Tale normativa impone ai fornitori di servizi su Internet di informare l’autorità giudiziaria qualora siano a conoscenza di attività illecite sulle loro piattaforme, ma non li sottopone ad un obbligo generale e costante di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano. È impossibile infatti per una piattaforma telematica come You Tube, sulla quale vengono caricate fino a 20 ore di video al minuto, avere un controllo sull’enorme quantità di contenuti immessi dagli utenti, o per una come Facebook monitorare tutti i profili o i commenti pubblicati ogni giorno dai milioni di persone che utilizzano questo social network. Un indirizzo più restrittivo in questo senso avrebbe come conseguenza quella di cambiare radicalmente la natura dei servizi online che siamo abituati ad usare tutti i giorni con importanti conseguenze da un punto di vista economico, sociale e democratico.

Più in generale penso che questo genere di situazioni siano causate da una concezione sbagliata di Internet, che sine logica tende a voler assimilare la rete ai classici mezzi di comunicazione – la stampa in primis –  imponendo i medesimi obblighi di controllo, responsabilità e rettifica.

Internet non può e non deve essere assimilato ai tradizionali mezzi di comunicazione: non può perché è tecnicamente impossibile assicurare il controllo di tutti i contenuti prodotti e caricati dagli utenti; non deve perché l’attribuzione della responsabilità delle condotte illecite alle piattaforme sulle quali vengono perpetrate rischia di portare i fornitori di servizi online ad essere sempre meno disponibili ad ospitare i contenuti generati dagli utenti, privando Internet della sua principale ricchezza e mettendo le imprese italiane in una posizione di inferiorità rispetto ai loro concorrenti europei ed americani.

Come dice Riccardo Luna nel suo editoriale di Wired di questo mese, che consiglio di leggere, “Internet è nata così, aperta, democratica, partecipativa. E lo è oggi ancora più di prima, nonostante i continui tentativi di imbrigliarla.  Internet non è come il telegrafo o il frigorifero, come dice chi non ha capito nulla. Internet è una cosa che non c’è mai stata prima. La prima arma di costruzione di massa”.

E’ cosi!

Internet è il più grande strumento di libertà che sia stato mai creato dall’uomo,  il più grande strumento di condivisione globale delle informazioni e del pensiero, il più grande strumento per dare voce anche a chi non è proprietario di un giornale o di altri mezzi di comunicazione tradizionali.

Perché imbrigliarla senza logica?

Ed infatti il punto centrale della questione non è tanto di carattere tecnico –giuridico quanto di tipo logico – politico.
Con la regolamentazione attuale e con il modo di ragionare di taluni,   è come se tutti noi vivessimo in una grande città in cui la responsabilità di un furto o di qualsivoglia altro reato viene attribuita al sindaco (leggasi Internet Service Provider). Su Internet come nel mondo reale sono necessarie regole precise e appropriate in grado di garantirne l’esistenza e svilupparne le potenzialità. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali definiti dalle istituzioni in collaborazione con chi vive e agisce quotidianamente su Internet: utenti e imprese.

Solo in questo modo – che costituisce a mio parere il fondamento delle nostre attività come intergruppo –  sarà possibile garantire la crescita e lo sviluppo di un mezzo che offre al nostro paese opportunità immense e ancora troppo spesso inesplorate.

Aggiornamento lavori parlamentari

28 settembre 2009

Le Camere hanno ripreso le loro attività ormai da qualche settimana e ci sono svariate novità sul fronte Internet:

CAMERA

Dopo l’audizione del Prof. Fuggetta 2 settimane fa saranno auditi 2 importanti rappresentanti istituzionali questa settimana nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sull’informatizzazione delle Pubbliche Amministrazioni: il Viceministro per le Comunicazioni On. Paolo Romani domani e il Ministro per la PA e l’Innovazione On. Renato Brunetta mercoledì 30 settembre. Naturalmente vi terremo aggiornati sui contenuti di tali audizioni.

Come segnalato dall’On. Cassinelli sul suo blog , lo scorso 14 settembre è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera la seguente proposta di legge, a firma degli On. Gaetano Pecorella (PDL) e Enrico Costa (PDL): «Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante» (AC 881). Nel provvedimento si riprende quanto disposto nel ddl intercettazioni sull’obbligo di rettifica per i “siti informatici” e si prevede che la legge sulla stampa si applichi anche ai siti internet “aventi natura editoriale”. Assieme all’Istituto per le politiche dell’innovazione l’On. Cassinelli ha prediposto un emendamento disponibile su piattaforma wiki che ha aperto ai commenti del Popolo della rete.

Diverse poi le interrogazioni di interesse presentate alla Camera dei Deputati nelle ultime settimane:

L’interrogazione presentata dall’On. Marco Reguzzoni sulla regolamentazione dei social network in modo da evitare abusi e censure garantendo i diritti degli utenti registrati;

L’interrogazione presentata dall’On. Paolo Russo con la quale si chiede di conoscere le iniziative che il Governo intende promuovere per porre freno ai fenomeni di Spamming e Phishing garantendo la “sicurezza dei cittadini che utilizzano internet e che hanno diritto ad essere protetti quando operano in rete”.

L’ interrogazione presentata dall’On. Tommaso Foti sulla mancata reazione di Facebook a seguito di una segnalazione relativa all’apertura di un gruppo che inneggia all’omicidio avvenuto nel 1975 del giovane militante di destra Sergio Ramelli, nella quale si chiede se il governo “non intenda sollecitare i responsabili della società proprietaria di Facebook ad una maggiore vigilanza preventiva di filtro e rimozione di contenuti così vergognosi e incivili”.

SENATO

Al Senato siamo ancora in attesa della ripresa dell’esame del ddl intercettazioni.

E’ stata assegnato giovedì alla 2 a Commissione giustizia il seguente disegno di legge sulla regolamentazione del fenomeno del peer-to-peer, a firma dei Senatori Marco Perduca e Donatella Poretti: “Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di comunicazione di opere al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro, nonchè di riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi dalle medesime messi a disposizione del pubblico” (AS 1758)

Segnaliamo poi due interrogazioni di potenziale interesse:

l’interrogazione a firma dei Senatori Manfred Pinzger e Oskar Peterlini, nella quale si denunciano i rischi legati ad Internet e si chiede al Governo di provvedere alla predisposizione di un pacchetto di norme volto a tutelare gli utenti e a lottare contro la criminalità informatica.

l’interrogazione a risposta orale a firma dei Senatori Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, entrambi membri dell’Intergruppo, in merito alla proposta del governo italiano sul futuro dell’ICANN.

Insomma molti lavori in corso sui quali attendiamo vostri commenti, suggerimenti ecc!

“World Wild Web” a Vedrò

4 settembre 2009

In questi giorni ho partecipato alla quinta edizione di VeDrò, evento che si svolge ogni anno a fine agosto nella Centrale Fies, appena sopra Riva del Garda (TN) e coscituisce un’occasione per parlare dell’Italia del futuro.
Tra gli interventi di cui era ricco il programma ho trovato molto interessante la riflessione presentata a conclusione della tre giorni di incontro dai partecipanti al working group “World Wild Web” (in tutto  sono stati organizzati 10 gruppi ciascuno incentrato su uno specifico argomento. Le denominazioni e le linee guida che li disegnavano sono online sul sito dell’evento)
A seguito dello scambio di idee e dei dibattiti tra i partecipanti ne è uscito un documento, attualmente pubblicato su Amo Internet. Lo segnalo poichè credo che questa sintesi offra spunti interessanti anche rispetto alle tematiche e agli obiettivi dell’Intergruppo Web 2.0.

Aggiornamento audizioni ddl intercettazioni

29 luglio 2009

Si sono svolte mercoledì e giovedì scorso le audizioni di “rappresentanti dell’editoria e di operatori dell’informazione” in Commissione Giustizia del Senato nell’ambito dell’esame del ddl intercettazioni. Trovate qui, qui e qui i resoconti sommari delle varie audizioni.

Per quanto riguarda il tema oggetto dell’Intergruppo, vi segnaliamo in particolare l’intervento dei rappresentanti di Assoprovider (Matteo Fici e Gianbattista Frontiera), che hanno insistito sui seguenti punti:

  • difficoltà che comporta l’intercettazione giudiziaria delle comunicazioni via Internet, dovute da un lato al fatto che il web nasce come un sistema ad uso militare e dunque particolarmente inattaccabile, dall’altra all’indisponibilità dell’organismo internazionale che gestisce la rete a collaborare con i governi nazionali per l’implementazione di procedure che consentano l’intercettazione;
  • percezione distorta della catena di controllo su Internet, anche per quanto riguarda la sua utilizzazione a fini illegali (riferimento al c.d. “emendamento D’Alia”, introdotto in prima lettura del ddl sicurezza al Senato, poi abrogato dalla Camera).
  • La procedura corretta in casi di attività illecite online è in primo luogo quella di individuare eventuali responsabili di gruppi all’interno dei quali è stata pubblicata la pagina incriminata, e solo quando questi non vi siano o non vogliano collaborare chiedere l’intervento del provider. Queste problematiche, piuttosto che con strumenti legislativi, dovrebbero essere affrontate secondo i rappresentanti dell’Assoprovider con strumenti tecnici, curando in particolare – sull’esempio di altri paesi, tra i quali soprattutto la Germania – l’addestramento di unità delle forze dell’ordine specializzate nella lotta a qualsiasi genere di criminalità informatica.

Cosa ne pensate?

Aggiornamento lavori parlamentari

9 luglio 2009

Qualche aggiornamento in merito alle attività parlamentari in corso sui temi legati ad internet:

1. Il Senato ha definitivamente approvato il “ddl sicurezza”  (AS 733-B) nel testo uscito dalla Camera (abrogativo del famoso “emendamento D’Alia)

2. Con il consenso del Governo la Commissione Giustizia della Camera ha deciso di avviare un breve ciclo di audizioni (che dovrebbero concludersi entro la fine del mese di luglio, e che coinvolgeranno anche gli “operatori dell’informazione”) sul tema delle intercettazioni, e di rinviare quindi la presentazione e l’esame degli emendamenti riferiti al  “ddl intercettazioni” (AS 1611) a dopo la pausa estiva.  Sul tema specifico dell’estensione dell’obbligo di rettifica ai “siti informatici” (art.1 comma 28 del provvedimento) segnaliamo gli interventi:

  • del Sen. Felice Belisario (Italia dei Valori), estensore di un emendamento che esclude dall’ambito di applicazione del comma 28 i “bloggers che non abbiano registrato la propria testata”.
  • del Sen. Luigi Vimercati (PD), che ha richiesto che nel parere formulato dalla Commissione Comunicazioni in merito al provvedimento venisse inserito un rilievo volto a limitare l’ambito applicativo del comma 28 alle sole testate diffuse per via telematica. Tale richiesta tuttavia non è stata accolta nel parere espresso dalla Commissione (v. resoconto) . 
  • dell’On. Antonio Palmieri (PDL) che ha avviato una discussione con alcuni esperti della rete e con il Sen. Lucio Malan per “impedire che un’interpretazione estensiva del testo della legge sulle intercettazioni telefoniche colpisse con misure esagerate i blog amatoriali, come se fossero testate d’informazione registrate”. Trovate ulteriori informazioni sul suo blog  (ultimi 2 post su questo tema).

Vi teniamo aggiornati.

Aggiornamento ddl sicurezza

25 giugno 2009

Come promesso un piccolo aggiornamento in merito al c.d. “ddl sicurezza” (Atto Senato 733-B): le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia del Senato hanno concluso ieri sera l’esame del provvedimento, senza approvare nessun emendamento.

Il disegno di legge passa ora all’esame dell’Aula, dove il termine per la presentazione di emendamenti scade martedì prossimo alle ore 11.

Le Commissioni riunite hanno invece accolto un ordine del giorno presentato dal Sen. D’Alia, che “impegna il Governo a valutare l’opportunità di avviare un tavolo tecnico per l’esame e la valutazione degli strumenti tecnologici volti ad assicurare una maggiore sicurezza della rete internet in collaborazione con le istituzioni dell’Unione europea, con la partecipazione di università, enti di ricerca, con il Registro italiano del ccTLD.it, con organismi che collaborano a livello internazionale per il coordinamento delle risorse di internet e con associazioni di categoria dei prestatori dei servizi della società dell’informazione.”

Abrogato l’art. 60 del ddl sicurezza

29 aprile 2009

L’art 60 del c.d. ddl sicurezza, che introduceva disposizioni relative al filtraggio dei siti con contenuti che incitano ad attività illecite, è stato abrogato attraverso l’approvazione a notte fonda da parte delle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, dell’emendamento 60.1 a firma degli Onorevoli  Roberto Cassinelli (PDL, membro dell’Intergruppo 2.0) e Barbara Mannucci (PDL):

Sopprimerlo.
*60. 1. Cassinelli, Mannucci.

Leggi il commento dell’On. Cassinelli per ulteriori informazioni sull’articolo e la sua abrogazione.