Archive for the ‘Tutela dei Minori’ Category

Caso “vividown”: quale governance per Internet?

24 febbraio 2010

Di seguito il link alla notizia della condanna dei tre dirigenti di Google per non avere impedito la pubblicazione online di un video in cui un giovane veniva vessato.

http://vitadigitale.corriere.it/2010/02/processo_vivi_down_google_cond.html

Il dibattito è aperto.

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Alcuni membri dell’Intergruppo avviano il dialogo con il Ministro Maroni

18 dicembre 2009

Come annunciato dall’On. Nicola Formichella durante il convegno tenutosi ieri presso la Camera dei Deputati con la partecipazione dell’AD di Creative Commons Joi Ito, alcuni membri dell’Intergruppo Parlamentare 2.0 hanno richiesto un incontro con il Ministro dell’Interno Maroni in merito al disegno di legge preannunciato al Consiglio dei Ministri di ieri recante “disposizioni di contrasto alla diffusione di reati attraverso internet”.

Questi “Parlamentari 2.0” concordano con il Ministro sulla necessità, ribadita nel suo intervento alla Camera,  di  “stabilire regole efficaci che permettano di intervenire sui gruppi che pubblicano messaggi violenti senza coinvolgere tuttavia la generalità degli utenti, che utilizzano le opportunità offerte dalla Rete per fini assolutamente leciti.” E’ necessario identificare soluzioni che permettano di garantire la sicurezza e i diritti dei cittadini online senza perdere le immense opportunità offerte da Internet.

Da quanto si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, “il disegno di legge disporrà la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, di un gruppo di lavoro a cui parteciperanno rappresentanti dei fornitori di connettività e di servizi internet per elaborare un codice di autoregolamentazione teso ad evitare che contenuti illeciti vengano pubblicati su internet. Il provvedimento prevede anche disposizioni tese a modificare la disciplina in materia di riunioni pubbliche.”

Precisiamo che il disegno di legge non è ancora stato approvato dal Consiglio dei Ministri, che lo esaminerà nella sua prossima riunione, la cui data non è ancora stata definita. Dopo la sua approvazione il provvedimento sarà trasmesso al Parlamento, dove avremo modo di discuterlo e, eventualmente, di  modificarlo.

Vi teniamo aggiornati!

Internet e responsabilità

25 novembre 2009

Il tema della responsabilità degli Internet Service Provider per le attività illecite compiute dagli utenti sulle loro piattaforme è di grande attualità. Si pensi al cosiddetto “caso Vividown”, proprio oggi all’esame  del tribunale di Milano e concernente il rinvio a giudizio di quattro dipendenti di Google per concorso in diffamazione e violazione della privacy nei confronti di un minorenne disabile, insultato e malmenato da un gruppo di suoi coetanei e ripreso in un
video caricato su YouTube. Altro esempio è l’emendamento D’Alia, di cui abbiamo parlato molto su questo blog, che avrebbe potuto causare l’inaccessibilità totale da parte di tutti gli utenti a Facebook solo a causa dei gruppi aperti da coloro che svolgevano attività di “apologia o di istigazione ai reati in via telematica”.

Quali sono le leggi che devono essere applicate ad Internet? Qual è il confine fra necessità di sicurezza online e libertà di espressione?

E’ necessario prima di tutto ricordare che già oggi esistono leggi che si occupano di Internet: la Direttiva sul Commercio Elettronico, recepita dal nostro Paese nel 2003  (Decreto legislativo 70/2003), fissa in modo chiaro obblighi e diritti sia di chi gestisce un sito che di chi naviga e carica contenuti sul sito – gli utenti navigatori. Tale normativa impone ai fornitori di servizi su Internet di informare l’autorità giudiziaria qualora siano a conoscenza di attività illecite sulle loro piattaforme, ma non li sottopone ad un obbligo generale e costante di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano. È impossibile infatti per una piattaforma telematica come You Tube, sulla quale vengono caricate fino a 20 ore di video al minuto, avere un controllo sull’enorme quantità di contenuti immessi dagli utenti, o per una come Facebook monitorare tutti i profili o i commenti pubblicati ogni giorno dai milioni di persone che utilizzano questo social network. Un indirizzo più restrittivo in questo senso avrebbe come conseguenza quella di cambiare radicalmente la natura dei servizi online che siamo abituati ad usare tutti i giorni con importanti conseguenze da un punto di vista economico, sociale e democratico.

Più in generale penso che questo genere di situazioni siano causate da una concezione sbagliata di Internet, che sine logica tende a voler assimilare la rete ai classici mezzi di comunicazione – la stampa in primis –  imponendo i medesimi obblighi di controllo, responsabilità e rettifica.

Internet non può e non deve essere assimilato ai tradizionali mezzi di comunicazione: non può perché è tecnicamente impossibile assicurare il controllo di tutti i contenuti prodotti e caricati dagli utenti; non deve perché l’attribuzione della responsabilità delle condotte illecite alle piattaforme sulle quali vengono perpetrate rischia di portare i fornitori di servizi online ad essere sempre meno disponibili ad ospitare i contenuti generati dagli utenti, privando Internet della sua principale ricchezza e mettendo le imprese italiane in una posizione di inferiorità rispetto ai loro concorrenti europei ed americani.

Come dice Riccardo Luna nel suo editoriale di Wired di questo mese, che consiglio di leggere, “Internet è nata così, aperta, democratica, partecipativa. E lo è oggi ancora più di prima, nonostante i continui tentativi di imbrigliarla.  Internet non è come il telegrafo o il frigorifero, come dice chi non ha capito nulla. Internet è una cosa che non c’è mai stata prima. La prima arma di costruzione di massa”.

E’ cosi!

Internet è il più grande strumento di libertà che sia stato mai creato dall’uomo,  il più grande strumento di condivisione globale delle informazioni e del pensiero, il più grande strumento per dare voce anche a chi non è proprietario di un giornale o di altri mezzi di comunicazione tradizionali.

Perché imbrigliarla senza logica?

Ed infatti il punto centrale della questione non è tanto di carattere tecnico –giuridico quanto di tipo logico – politico.
Con la regolamentazione attuale e con il modo di ragionare di taluni,   è come se tutti noi vivessimo in una grande città in cui la responsabilità di un furto o di qualsivoglia altro reato viene attribuita al sindaco (leggasi Internet Service Provider). Su Internet come nel mondo reale sono necessarie regole precise e appropriate in grado di garantirne l’esistenza e svilupparne le potenzialità. Internet non ha bisogno di leggi ma di principi condivisi e universali definiti dalle istituzioni in collaborazione con chi vive e agisce quotidianamente su Internet: utenti e imprese.

Solo in questo modo – che costituisce a mio parere il fondamento delle nostre attività come intergruppo –  sarà possibile garantire la crescita e lo sviluppo di un mezzo che offre al nostro paese opportunità immense e ancora troppo spesso inesplorate.

“World Wild Web” a Vedrò

4 settembre 2009

In questi giorni ho partecipato alla quinta edizione di VeDrò, evento che si svolge ogni anno a fine agosto nella Centrale Fies, appena sopra Riva del Garda (TN) e coscituisce un’occasione per parlare dell’Italia del futuro.
Tra gli interventi di cui era ricco il programma ho trovato molto interessante la riflessione presentata a conclusione della tre giorni di incontro dai partecipanti al working group “World Wild Web” (in tutto  sono stati organizzati 10 gruppi ciascuno incentrato su uno specifico argomento. Le denominazioni e le linee guida che li disegnavano sono online sul sito dell’evento)
A seguito dello scambio di idee e dei dibattiti tra i partecipanti ne è uscito un documento, attualmente pubblicato su Amo Internet. Lo segnalo poichè credo che questa sintesi offra spunti interessanti anche rispetto alle tematiche e agli obiettivi dell’Intergruppo Web 2.0.

Aggiornamento ddl sicurezza

25 giugno 2009

Come promesso un piccolo aggiornamento in merito al c.d. “ddl sicurezza” (Atto Senato 733-B): le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia del Senato hanno concluso ieri sera l’esame del provvedimento, senza approvare nessun emendamento.

Il disegno di legge passa ora all’esame dell’Aula, dove il termine per la presentazione di emendamenti scade martedì prossimo alle ore 11.

Le Commissioni riunite hanno invece accolto un ordine del giorno presentato dal Sen. D’Alia, che “impegna il Governo a valutare l’opportunità di avviare un tavolo tecnico per l’esame e la valutazione degli strumenti tecnologici volti ad assicurare una maggiore sicurezza della rete internet in collaborazione con le istituzioni dell’Unione europea, con la partecipazione di università, enti di ricerca, con il Registro italiano del ccTLD.it, con organismi che collaborano a livello internazionale per il coordinamento delle risorse di internet e con associazioni di categoria dei prestatori dei servizi della società dell’informazione.”

La settimana nazionale della sicurezza in rete

18 maggio 2009

Dal 16 al 23 maggio è la “Settimana Nazionale della Sicurezza in Rete“, campagna di informazione promossa e realizzata da SicuramenteWeb, assieme all’Unione Nazionale Consumatori, ABI Lab e Skuola.net con la collaborazione di Polizia Postale e delle Comunicazioni e con il Patrocinio del Ministero della Gioventù. L’iniziativa dispone anche di un proprio canale dedicato su Youtube.

Tema di quest’anno sono i Social Network e il loro uso responsabile, in particolare per quanto riguarda la proprietà dei contenuti sulla rete, la protezione della privacy, il controllo della propria identità virtuale e la tutela dei minori.

E’ prevista anche una caccia al tesoro  per valutare il livello di conoscenza degli utenti su questi temi, alla quale si accede dal sito dedicato all’iniziativa.

Buona navigazione e buona settimana a tutti!