Cos’è il Web 2.0?

Una prima definizione…

Il Web 2.0 è un’espressione utilizzata per indicare genericamente l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, ecc.): il sito fornisce informazioni all’utente ma lo stesso utente contribuisce ad arricchire o aggiornare queste informazioni.

Il Web 2.0 si configura come un’innovativa forma d’interazione dinamica tra utenti attraverso l’uso di piattaforme multifunzionali e multicanali. Gli users possono così fruire, creare e modificare contenuti multimediali diventando soggetti proattivi della rete.

Il suo predecessore, il Web 1.0, adotta un approccio statico basato sulla semplice possibilità di consultazione, ricerca e selezione dei contenuti. Se in passato solo esperti informatici potevano accedere e modificare le informazioni online, oggi con il Web 2.0 ogni utente può liberamente diventare protagonista del Web. Si fruisce dell’informazione nell’ambiente stesso in cui essa è nata.

Le prospettive future sembrano evolversi verso il Web 3.0, una rete non più fatta di pagine ma di veri e propri spazi tridimensionali in cui navigare.

Tuttavia rimangono ancora grandi potenzialità del Web 2.0 tutte da scoprire, capire e usufruire.  

Buona navigazione 2.0!

… che abbiamo deciso di aprire ai vostri commenti, integrazioni, documenti, ecc!

Grazie a tutti.

8 Risposte to “Cos’è il Web 2.0?”

  1. Martino Says:

    Sicuramente la parte

    “Le prospettive future sembrano evolversi verso il Web 3.0, una rete non più fatta di pagine ma di veri e propri spazi tridimensionali in cui navigare.”

    Non ha molto senso di esistere. Le piattaforme di interazione 3D sono da sempre state al centro della letteratura della fantascienza cyberpunk, e colpiscono con forza l’immaginario. A conti fatti tuttavia, nelle realizzazioni finora concepite, si sono dimostrate essere degli enormi flop. Ci sono più notizie su Second Life che utenti. Lively di Google è stato abbandonato perché troppo costoso. Le uniche piattaforme 3D che hanno avuto successo sono quelle realitve all’Online Gaming (World of Warcraft, per nominare il MMORPG più famoso).

    Alla fine poi sul web 2.0 possiamo dire tante cose, ma secondo me uno solo è il “fil rouge”: l’interazione tra utenti via web. Una volta si interagiva solo via newsgroup o via chat (che non sono il www propriamente detto, pur facendo parte di internet). Ad oggi è proprio il web a diventare “luogo” di interazione sociale, nella sua manifestazione visiva, ovvero sui siti internet…

    Come questo blog, ad esempio. O Twitter. O Facebook.

  2. TourMarketing Says:

    Il Web oggi è diventato terreno fertile su cui puntare nel caso in cui si voglia far conoscere qualsiasi tipo di aspetto, che sia esso di carattere personale, aziendale, commerciale etc.

    Però, come forse in molti sapranno o avranno sentito nominare, per essere più precisi e tecnici, si dovrebbe parlare di Web 2.0

    Con questa piccola accezione si vuol denominare e categorizzare la grande evoluzione subita dal Web nell’ultimo decennio, quando sulla Rete sono cominciati ad affiorare i primi strumenti di comunicazione multimediale in grado di mettere non solo in contatto tra loro gli utenti, ma di creare una vera e propria relazione tra l’internauta e il web.

    Il Web 2.0 in sostanza è un nuovo modo di intendere la Rete la quale ora poggia su tre dinamiche fondamentali che tendono a fondersi tra loro: i contenuti, l’informazione e l’interazione. In tutti e tre gli aspetti è sempre partecipe ed anche necessario l’approccio da parte degli utenti, i quali, sono una compenente attiva di tale struttura.

    L’utente a differenza dello stadio precedente, per l’appunto il Web 1.0, si trasforma da consumatore passivo a partecipante attivo, libero di creare e dare forma a contenuti indipendentemente dal tipo di strumento che utilizza.

    Facendo alcuni esempi specifici, quando si parla di Web 2.0 i primi elementi a cui si fa riferimento e che magari balzano subito alla mente, sono le chat, forum, blog, social network, wiki. Citando poi alcuni tra i “marchi” online più conosciuti e che rispondono a tali requisiti finora illustrati, è quasi doveroso ricordare Facebook, MySpace, YouTube, BlogSpot, WordPress, Messenger, Skype etc.

    E’ inevitabile riconoscere che laddove vi è un reale impegno da parte degli utenti nel passaggio delle informazioni, si può creare una grandissima ed efficientissima macchina di sapere.

    A tal proposito, per noi, tanto decisi ad impegnarci nel settore del marketing turistico, preme porre in evidenza un concetto certamente incluso nel Web 2.0, e che negli ultimi anni si sta ritagliando in esso una fetta sempre più consistente e importante: il Travel 2.0.

    Quest’ultimo infatti sta vivendo un periodo di forte crescita, grazie proprio alla volontà di molte persone decise a sviluppare una Rete di conoscenza sempre più vasta in merito al settore turistico.
    Si potrebbe dire, sempre tenendo conto degli aspetti positivi e negativi del caso, che oggi il settore turistico verte principalmente e deve la sua fortuna a questo tipo di rete venutasi a creare spontaneamente e volta a portare innovazione e mete di miglioramento per tutti coloro che di turismo vivono quotidianamente.
    Ci riferiamo ovviamente al personale turistico alberghiero, che nel mare del Travel 2.0 può sicuramente trovare utili strade strategiche per il proprio successo.

  3. Vittorio Says:

    Sull’evoluzione dal 2.0 a 3.0 personalmente avrei un’idea semplice:

    la tecnologia c’è già e puo’ solo migliorare per potenziare le nostre facoltà sociali, di marketing etico e di democrazia diretta..

    La differenza oggi è (imho) che nel web 2.0 non c’è ancora fra gli utenti della rete abbastanza consapevolezza del potere nelle loro mani..

    Appena (e non manca molto ormai) la maggioranza delle persone sarà pienamente consapevole che abbiamo nelle mani le chiavi del cambiamento positivo della società, in quel momento il web 3.0 sarà realtà e nessuna lobby legata al VECCHIO marketing del mondo lento potrà piu’ far affidamento a provvedimenti contro la neutralità della rete per NON scomparire… Lo stesso vale per il marketing politico che tutti vogliamo piu’ etico, ed i mezzi ci sono gia’, basta affidarsi ad agenzie o a individui seri e NON semplicemente a chi è tecnicamente piu’ furbo per essere primo su Google con la parola chiave “web marketing” etc…

    Per approfondimento sul tragico voto al Parlamento Europeo dello scorso 6 maggio 2009:
    http://www.scambioetico.eu/index.php?PHPSESSID=hmf37craeabjb9j96ou44d9td2&topic=697.40

    Se ci fosse statio l’On. Cassinelli o il team 2.0 forse si poteva evitare questa figuraccia agli occhi delle vere democrazie 2.0..

    Ecco cmq la protesta dei pochi cittadini europei informati subito dopo il voto contro l’ex emendamento 166 da parte dei principali partiti:
    http://www.europarl.europa.eu/elections2009/welcome/headlines.htm;jsessionid=5527B1F126E4DC26048AB382700CA932.node2?language=EN&ref=20090504STO54873&secondRef=0#debate

    In conclusione, le prospettive future del Web 3.0 devono essere anche la garanzia che la neutralità della rete non si tocca e non verrà mai piu’ messa in discussione con inutile spreco di denaro pubblico e privato, ne’ per ignoranza, ne’ per atti di furbizia di pochi potenti a danno del mercato web italiano/europeo e della vera democrazia..

  4. michele Says:

    web 2.0 = possibilità di accedere ad una rete contenitore di contenuti liberi e liberamente creati e diffusi dagli utenti stessi: al giorno d’oggi, mi sembra la cosa che fa più rima con democrazia.

    Ne consegue che tutto quel che lavora a chiudere, impedire, applicare “lacci e lacciuoli”, ritardare, burocratizzare questo processo ecc., con la democrazia ha molto meno a che fare.

    Per quanto mi riguarda, tengo particolarmente alla libertà di espressione dei blog, tipico prodotto web 2.0, e già sotto attacco da diverse leggi esistenti e in discussione, su cui vi chiederei di muovervi.

    Sarebbe anche il caso di tentare di arginare l’abissale ignoranza di tanti concittadini a riguardo, ad esempio promuovendo la vendita diretta in rete da parte di piccoli produttori e artigiani, che può arginare la crisi del settore, e simili, attraverso sistemi web di auto-promozione che ricalchino ebay e simili.

  5. massimo micucci Says:

    A me interessa il “paradigma sociale” che c’è dietro alle tecnologie e ai tool del web 2.0 e cioè quello dell’epoca della collaborazione. Questa tendenza è crescente . le persone non solo dialogano tra loro, ma cercano soluzioni l’una dall’altra (è il famoso Groundswell di Charlene Li) ..Quando si parla di web 3.0 se non sbaglio si individua una fase successiva in cui : i dati che le persone hanno immesso nel web “dialogano tra loro” seguendo le regole volute e rispondono a domande riconsocendo il valore “semantico” delle stesse , senza più consentire equivoci.

  6. Michela Says:

    Bhe, intanto complimenti, nel panorama politico europeo siete un caso piu’ unico che raro.

    Allora, personalmente direi che il 2.0 ormai e’ chiaro cosa sia.

    inceve su…
    “Le prospettive future sembrano evolversi verso il Web 3.0, una rete non più fatta di pagine ma di veri e propri spazi tridimensionali in cui navigare.”

    ..mi sembra che quello affermato prima, da Vittorio a Massimo per intenderci, messo insieme riveli da molto vicino cosa sarà il futuro web 3.0.

    Ho scoperto questo vostro impegno da una segnalazione qui dentro:
    http://elezionieuropee.wordpress.com , ma perchè non vi promuovete meglio sul web ? Molti sarebbero ben felici di scoprire che ci sono persone aggiornate e competenti che fanno politica, non esiste solo Obama allora🙂 !!!

  7. intergruppo2punto0 Says:

    Nel suo messaggio in occasione della “Giornata mondiale delle comunicazioni sociali” (24 maggio), Benedetto XVI ha dichiarato che Internet è un “vero dono per l’umanità” e deve essere accessibile a tutti.
    Nell’utilizzo dei nuovi strumenti del Web 2.0 tuttavia “Coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana.” Secondo il Papa inoltre bisogna fare attenzione a non banalizzare il concetto di amicizia nell’utilizzo dei social networks.
    Entusiasmo e cautela di fronte al Web 2.0. Leggete cosa pensa Nicholas Negroponte, intervistato da Avvenire, del Web “sociale”: (http://www.avvenire.it/Cultura/Media+20_200905230739598400000.htm)

  8. roberto dadda Says:

    Le mie osservazioni le avevo fatte qui:

    http://robertodadda.blogspot.com/2009/04/conoscere.html

    bob

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